Registro di smielatura e lotti

Ricondurre un vasetto al suo raccolto, ai suoi alveari e all’ultimo trattamento: è la tracciabilità che ti chiederanno in caso di problemi. Annota qui ogni lotto, dal maturatore all’etichetta, e le pulizie del laboratorio.

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Registro di smielatura

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Lotti di miele

Un lotto per maturatore e per raccolto: non mescolare due mieli venduti con due denominazioni diverse. Riporta il numero di lotto su ogni vasetto.

Aggiungi un lotto
La lettera L seguita da un codice, per esempio la data di produzione.
kg
%
"Da consumarsi preferibilmente entro": spesso due anni dopo l’invasettamento.

Ancora nessuna voce.

Pulizie del laboratorio

Il piano di pulizia e le sue registrazioni, richiesti anche al piccolo laboratorio di smielatura.

Aggiungi una pulizia

Ancora nessuna voce.

Come funziona

Perché un registro di smielatura

Il regolamento (CE) 178/2002 chiede la rintracciabilità degli alimenti e il ritiro dal mercato dei lotti non conformi. Il manuale dell’IZSVe per il piccolo laboratorio elenca le registrazioni da tenere: registro dei trattamenti con i tempi di sospensione, registro degli alimenti dati alle api, registro di produzione e piano di pulizia. Il registro di produzione proposto ha queste colonne: data, tipo di miele, apiario e alveari, lotto e scadenza, quantità stimata nel maturatore, data di invasettamento, controllo visivo dei vasetti, note. Questo quaderno le riprende e aggiunge umidità, melari e ultimo trattamento.

Lotto e TMC

Il termine minimo di conservazione si scrive "da consumarsi preferibilmente entro" con giorno, mese e anno, o "entro fine" con mese e anno. Non è una scadenza: molti apicoltori lo fissano a due anni dall’invasettamento. Il lotto si indica con la lettera L seguita da un codice, per esempio la data di produzione; secondo l’articolo 5 della direttiva 2011/91/UE si può omettere solo se il TMC riporta in chiaro almeno giorno e mese. Misura l’umidità di ogni lotto con il calcolatore dell’umidità e scrivila qui.

Etichetta, laboratorio e notifica al SUAP sono spiegati nella guida alla smielatura. Conserva anche le fatture di vasetti ed etichette per i controlli. I trattamenti si annotano nel registro dei trattamenti.

Dove sono i miei dati?

Nel tuo browser, solo su questo dispositivo. Esporta spesso una copia JSON, usa il CSV per un foglio di calcolo e stampa o salva in PDF con il pulsante dedicato.

Domande frequenti

Il lotto è obbligatorio sul vasetto di miele?

Sì, salvo un caso. La direttiva 2011/91/UE permette di non indicarlo se il termine minimo di conservazione riporta in chiaro almeno giorno e mese. Per il miele si scrive di solito solo mese e anno, quindi il lotto va indicato: la lettera L seguita da un codice, per esempio la data di produzione.

Come si scrive il termine minimo di conservazione del miele?

Con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro" seguita da giorno, mese e anno, oppure "da consumarsi preferibilmente entro fine" seguita da mese e anno. Il manuale dell’IZSVe ricorda che il miele lavorato correttamente mantiene i suoi requisiti per almeno due anni, quindi mese e anno bastano.

Cosa si annota nel registro di produzione del miele?

Il manuale dell’IZSVe propone: data, tipo di miele, apiario e alveari di provenienza, lotto e termine minimo, quantità stimata nel maturatore, data di invasettamento, controllo visivo dei vasetti e note. Aggiungere l’umidità e l’ultimo trattamento antivarroa permette di risalire alla causa di un problema.

Perché serve la tracciabilità del miele?

Il regolamento (CE) 178/2002 chiede a ogni operatore alimentare di sapere da chi riceve e a chi fornisce i prodotti, e di ritirare dal mercato un lotto non conforme informando le autorità. Con un registro dei lotti un vasetto si riconduce al raccolto, all’apiario e agli alveari da cui viene.

Cosa deve esserci sull’etichetta del miele nel 2026?

Denominazione in italiano, quantità netta, nome e indirizzo del produttore o confezionatore, paese d’origine in cui il miele è stato raccolto, termine minimo di conservazione e lotto. Dal 14 giugno 2026, con il D.Lgs. 207/2025, le miscele di più paesi indicano tutti i paesi con le loro percentuali.

Serve un laboratorio registrato per smielare?

Se vendi anche un solo vasetto sì: la registrazione del laboratorio ai sensi dell’articolo 6 del regolamento 852/2004 si presenta alla ASL tramite il SUAP del Comune. Servono poi un piano di autocontrollo e le registrazioni: trattamenti, alimenti, produzione e pulizie. Le regioni possono prevedere semplificazioni per i piccoli produttori.

Fonti

  1. Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 179: produzione e commercializzazione del miele, Gazzetta Ufficiale n. 168 del 20 luglio 2004, testo pubblicato da FNOVI
  2. Decreto legislativo 30 dicembre 2025, n. 207: attuazione della direttiva (UE) 2024/1438, Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2026, testo pubblicato da Unionalimentari
  3. Direttiva 2011/91/UE relativa alle diciture o marche che consentono di identificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare (articolo 5), Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, copia legislation.gov.uk
  4. Regolamento (CE) n. 178/2002: principi e requisiti generali della legislazione alimentare (articoli 18 e 19, rintracciabilità e ritiro), Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, EUR-Lex
  5. Miele e prodotti dell’alveare: manuale per le Piccole Produzioni Locali del Friuli Venezia Giulia, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
  6. Linee guida per l’apicoltura: manuale operativo per la gestione igienico-sanitaria della produzione e della lavorazione del miele (IASMA Notizie n. 48, 2008), Fondazione Edmund Mach
  7. FAQ Apicoltura (vendita del miele e registrazione del laboratorio tramite SUAP), Regione Umbria
  8. Il Reg. CE 852/2004 e l’attività di smielatura, Consorzio fra le Associazioni Apistiche del Friuli Venezia Giulia

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