Candito per api: calcolo della ricetta
Il candito fatto in casa si impasta a freddo con zucchero a velo e miele, senza cottura. Indica quanto candito ti serve: il calcolatore dà le dosi e il numero di pani.
Usa solo miele dei tuoi alveari sani: un miele di origine sconosciuta può portare spore di peste americana nell’apiario.
Come si calcola
La formula
miele = candito ÷ (1 + r)
zucchero a velo = candito × r ÷ (1 + r)
pani = candito ÷ formato, arrotondato per eccesso
r = 25 ÷ 8 ≈ 3,1 nella ricetta MachLa Fondazione Edmund Mach, nel notiziario del luglio 2024, dà la ricetta: 25 kg di zucchero impalpabile e 8 kg di miele impastati in un’impastatrice meccanica, senza cottura, con il miele appena intiepidito e un po’ d’acqua per non caramellarlo. I pani si appiattiscono, si avvolgono nel film trasparente e non superano i 5 o 6 cm di altezza, per stare sotto il coprifavo isolato. Se usi un’altra proporzione, scegli "La mia proporzione": la consistenza giusta è una pasta che non cola.
Quando darlo
Il candito apporta pochissima acqua e si posa a contatto con il glomere: è il nutrimento di soccorso dell’inverno e della fine inverno, e serve ai nuclei per evitare saccheggio e annegamenti. Non sostituisce la nutrizione di fine estate: una famiglia a cui mancano due favi di scorte a ottobre non si recupera con un pane da 2,5 kg. Per confronto, un chilo di candito Apifonda del commercio equivale a circa 0,9 kg di zucchero. Tutto il calendario è nella guida alla nutrizione delle api; per lo sciroppo usa il calcolatore dello sciroppo.
Domande frequenti
Come si fa il candito per le api in casa?
Si impastano a freddo zucchero a velo e miele dei propri alveari sani, senza cuocere. La Fondazione Mach indica 25 kg di zucchero a velo e circa 8 kg di miele appena intiepidito, con un filo d’acqua se serve, fino a una pasta che non cola. Si formano pani appiattiti da 1 kg o mezzo chilo.
Quanto miele e quanto zucchero a velo per il candito?
Nella ricetta della Fondazione Mach il rapporto è di circa 1 parte di miele per 3,1 parti di zucchero a velo in peso: per 1 kg di candito servono circa 240 g di miele e 760 g di zucchero. Se la pasta resta appiccicosa si aggiunge zucchero, se si sbriciola un filo d’acqua.
Quando si mette il candito alle api?
Quando fa troppo freddo per lo sciroppo e l’arnia è leggera: da novembre a febbraio al Nord e a fine inverno ovunque, quando la ripresa della covata svuota le scorte. È un nutrimento di soccorso: non sostituisce le scorte mancanti a ottobre, che si fanno con sciroppo concentrato a fine estate.
Dove si posa il candito nell’arnia?
Sul foro del coprifavo o direttamente sui telaini sopra il glomere, con la busta incisa dal lato delle api. Se serve si aggiunge un rialzo o un melario vuoto per fare spazio, poi si richiude con il tetto isolato. Si controlla dal foro ogni due a quattro settimane e si sostituisce il pane finito.
Si può usare qualsiasi miele per il candito?
No. Solo miele dei propri alveari sani. Le buone pratiche apistiche dell’IZSLER chiedono di evitare miele o polline di origine sconosciuta, che possono portare spore di peste americana. Un miele comprato, anche se buono da mangiare, può trasmettere la malattia a tutto l’apiario.
Meglio il candito fatto in casa o quello del commercio?
Il candito del commercio è pronto, costante e a basso HMF se di saccarosio: nel progetto NUTRAPI i canditi analizzati erano sotto i 10 mg/kg. Quello fatto in casa costa meno se hai miele tuo, ma richiede un’impastatrice. Un chilo di Apifonda equivale a circa 0,9 kg di zucchero.
Bisogna togliere il candito prima del melario?
Sì. Ogni resto di candito va tolto prima di posare il primo melario: le api potrebbero spostarlo nei favi da miele, e il D.Lgs. 179/2004 vieta di aggiungere al miele qualsiasi ingrediente. Per lo stesso motivo non si nutre mai con i melari posati.
Fonti
- Notizie apicoltura n. 02/2024: Nutrizione estiva e preparazione all’inverno (ricetta del candito), Fondazione Edmund Mach, pubblicato da L’Apicoltore Moderno
- Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 179: produzione e commercializzazione del miele, Gazzetta Ufficiale n. 168 del 20 luglio 2004, testo pubblicato da FNOVI
- Le buone pratiche apistiche (corso Aggiornamenti sanitari in apicoltura, 25 ottobre 2025), IZSLER, pubblicato da AUSL di Bologna
- Relazione del progetto NUTRAPI: nutrizione delle api, alimenti, caratteristiche e possibili ricadute sull’alveare, Regione del Veneto e Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
- Evaluation of the risks for animal health related to the presence of hydroxymethylfurfural (HMF) in feed for honey bees (EFSA Journal 2022;20(4):7227), EFSA, gruppo di esperti CONTAM
- Candito Apifonda, mangime complementare per api, confezione da 2,5 kg (scheda, ottobre 2026), Apistore
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