Miele opercolato su un telaino da arnia

Propoli: cos'è, a cosa serve secondo la scienza, allergie e come la raccolgono gli apicoltori italiani

Propoli: com'è fatta quella italiana, cosa dicono gli studi su gola, herpes, gengive e ferite, perché l'EFSA ha bocciato i claim, allergie, prezzi e raccolta.

La propoli è la resina che le api raccolgono dalle gemme e dalle cortecce degli alberi, soprattutto dei pioppi, e che mescolano con cera per sigillare e proteggere l’alveare. Per l’uomo è uno dei prodotti dell’alveare più venduti in farmacia, tra gocce, spray e caramelle, ma i suoi benefici sono dimostrati poco: qualche segnale incoraggiante su mal di gola, herpes labiale e gengive, nessun claim di salute autorizzato in Europa e un rischio di allergia da prendere sul serio.

Cos’è la propoli e a cosa serve alle api?

A temperatura ambiente è appiccicosa e malleabile, d’inverno diventa dura e fragile. Il colore va dal giallo al verde scuro fino al bruno rossiccio, e l’odore balsamico ricorda le gemme di pioppo in primavera.

Nella colonia la propoli ha diversi compiti:

  • sigillare fessure e spiragli più stretti dello spazio d’ape, e incollare telaini e coprifavo, come sa chiunque abbia aperto un’arnia con la leva;
  • restringere la porticina prima dell’inverno;
  • rivestire l’interno delle cellette con uno strato sottilissimo;
  • “imbalsamare” gli intrusi troppo grandi da portare fuori, come un topolino.

Michael Simone-Finstrom e Marla Spivak, dell’Università del Minnesota, hanno riassunto su Apidologie nel 2010 le prove che la propoli fa parte dell’immunità sociale della colonia: le api di famiglie con le pareti spennellate di estratto di propoli esprimevano meno geni immunitari, forse perché la propoli riduce i microbi nel nido. Lo stesso lavoro ricorda che Apis mellifera la usa a fondo, mentre l’ape asiatica Apis cerana non sembra raccogliere resine.

Un chiarimento utile per chi alleva api: la propoli non è un trattamento contro la varroa. Contro l’acaro si usano solo i medicinali veterinari autorizzati.

Come fanno le api a produrre la propoli?

Poche bottinatrici specializzate

Solo una piccola parte delle bottinatrici raccoglie resina. Con le mandibole stacca la sostanza appiccicosa che protegge le gemme e le foglie giovani, la impasta e la carica nelle cestelle del polline sulle zampe posteriori. Una volta in arnia non riesce a scaricarla da sola: sono le compagne a staccargliela e a mescolarla con cera prima di spalmarla dove serve.

Secondo Simone-Finstrom e Spivak la raccolta avviene soprattutto nelle giornate di sole, nelle ore calde, quando la resina è più morbida, ed è più intensa dalla fine dell’estate all’autunno, quando i raccolti di nettare calano. In Pianura Padana coincide con la fine delle fioriture estive; al Sud e nelle isole, dove l’autunno è mite, le api possono continuare più a lungo.

La chimica viene dall’albero

La regola da ricordare è una: la composizione della propoli riflette quella della resina di partenza. Una propoli raccolta vicino a un pioppeto del Po e una propoli verde brasiliana hanno in comune quasi solo il nome. I metodi standard di ricerca sulla propoli, pubblicati nel 2016 da Vassya Bankova e da un gruppo internazionale nel manuale COLOSS BEEBOOK, distinguono infatti diversi tipi in base all’origine:

Tipo Pianta di origine Dove Composti tipici
Pioppo gemme di pioppo nero (Populus nigra) e altri pioppi Europa temperata, gran parte d’Italia flavonoidi come pinocembrina, crisina, galangina; esteri dell’acido caffeico
Pioppo tremulo Populus tremula Nord Europa fenilpropanoidi
Mediterraneo cipresso (Cupressus sempervirens) e altre conifere bacino del Mediterraneo diterpeni, pochi flavonoidi
Verde brasiliana Baccharis dracunculifolia Brasile artepillina C

Com’è fatta la propoli italiana?

Soprattutto di tipo pioppo, ma non ovunque

Due gruppi di ricerca italiani hanno messo a confronto propoli raccolte in tutta la penisola.

Il lavoro di Modena e del CREA (2018). Un gruppo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con Gian Luigi Marcazzan del CREA Agricoltura e Ambiente di Bologna, hanno dosato 21 composti fenolici in propoli italiane raggruppate per ecoregione. In tutti i campioni il flavonoide più abbondante era la crisina, seguita da galangina e pinocembrina: la firma del tipo pioppo. Gli autori hanno però dovuto separare tre gruppi: le propoli mediterranee, quelle temperate e, a parte, quelle della provincia padana, dove la forte presenza di pioppi dà un profilo proprio. Le differenze di composizione e di attività antiossidante erano abbastanza nette da riconoscere l’ecoregione d’origine.

Il lavoro di Siena e Parma (2024). Elisabetta Miraldi dell’Università di Siena e Marco Biagi dell’Università di Parma hanno analizzato 27 propoli raccolte dal Piemonte e dal Trentino alla Calabria, compresi due campioni insulari, dell’isola di Capraia e della Sicilia. Le cifre mostrano quanto possa cambiare un prodotto che si chiama sempre “propoli”:

Parametro Valore più basso Valore più alto
Polifenoli totali 3,04% (Sicilia) 36,41% (Toscana)
Flavonoidi totali 0,90% (Sicilia) 26,64% (Toscana)
Crisina + galangina 0,07% (Sicilia) 12,22% (Abruzzo)
CAPE (estere fenetilico dell’acido caffeico) 0,10% (Sicilia) 1,96% (Centro e Sud)

I campioni delle isole avevano i valori più bassi di tutti, e gli autori ritengono probabile che siano di tipo mediterraneo più che di tipo pioppo, in linea con studi precedenti che descrivevano propoli siciliane e sarde povere di flavonoidi. La Sardegna però non era nel campione, e il gruppo prevede di studiarla.

In Italia non esiste “la” propoli, ma tante propoli diverse. Per conoscere le piante che circondano le arnie nelle diverse regioni leggi la guida sulle piante mellifere.

Nessuno standard ufficiale

Lo studio di Siena e Parma sottolinea che non esiste una monografia ufficiale di farmacopea sulla propoli: in Europa compare solo come tintura madre in alcune farmacopee omeopatiche. La Farmacopea cinese, per confronto, chiede almeno il 2% di crisina e l’1% di galangina nella propoli grezza di tipo pioppo. In Italia, quindi, la qualità dipende dal produttore e da quello che decide di scrivere in etichetta.

A cosa serve la propoli secondo la scienza?

In laboratorio gli estratti di propoli frenano batteri e funghi, ma un effetto in piastra non dimostra un beneficio in una persona. Ecco cosa dicono gli studi sull’uomo:

Uso Cosa mostrano gli studi Solidità delle prove In pratica
Mal di gola e raffreddore negli adulti sintomi scomparsi prima con uno spray titolato (studio italiano, 2021) un solo studio, un solo centro, prodotto specifico interessante, non generalizzabile
Herpes labiale alcune pomate accorciano i tempi di crosta e guarigione limitata: 7 studi su varie piante, 5 con dubbi sul rischio di bias (revisione 2025) nessuna conclusione solida
Parodontite, insieme alla terapia del dentista tasche gengivali un po’ meno profonde, circa 0,67 mm bassa: solo 3 studi combinati (meta-analisi 2021) solo come complemento
Ferite, ulcere, ustioni risultati promettenti in studi piccoli e diversi tra loro bassa: soprattutto laboratorio e animali (revisione 2022) nessuna raccomandazione
COVID-19 in ospedale degenza più breve con una propoli verde brasiliana un solo studio aperto, 124 pazienti (2021) non trasferibile alla propoli europea
Difese immunitarie, fegato, circolazione, intestino nessuna dimostrazione l’EFSA non ha convalidato alcun claim (2010) nessun claim autorizzato in UE

Mal di gola: uno studio italiano incoraggiante

È l’uso più diffuso in Italia, tra spray, gocce e caramelle. Lo studio più interessante è italiano: un gruppo dell’Università di Napoli Federico II e dell’Università di Pavia, guidato da Maria Daglia, ha pubblicato nel 2021 su Phytomedicine una sperimentazione randomizzata, in doppio cieco e controllata con placebo su adulti con infezione non complicata delle prime vie respiratorie.

I partecipanti usavano per cinque giorni uno spray orale di propoli di tipo pioppo, standardizzato a 15 milligrammi di polifenoli per millilitro, da 2 a 4 spruzzi tre volte al giorno, oppure uno spray identico senza propoli. Su 122 persone randomizzate, al terzo giorno aveva ancora almeno un sintomo circa il 17% del gruppo propoli contro circa il 72% del gruppo placebo; il mal di gola persisteva nel 16% contro il 68%. Al quinto giorno erano guariti tutti, anche con il placebo. Non sono stati registrati effetti indesiderati.

I limiti sono importanti e vanno detti:

  • è uno studio singolo, condotto in un solo centro in provincia di Benevento, con 122 partecipanti invece dei 134 previsti dal calcolo iniziale;
  • riguarda un prodotto preciso e titolato, non qualsiasi estratto;
  • uno degli autori è dipendente dell’azienda che ha fornito spray e placebo;
  • si tratta di un disturbo che passa da solo in pochi giorni.

Un mal di gola con febbre alta, difficoltà a deglutire o che dura più di qualche giorno va visto dal medico.

Herpes labiale

Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 sul Journal of Integrative and Complementary Medicine ha riunito sette sperimentazioni randomizzate su diversi rimedi vegetali per uso locale contro l’herpes labiale, con circa 1.250 pazienti. Le preparazioni a base di propoli hanno accorciato il tempo fino alla formazione della crosta e alla guarigione rispetto all’aciclovir. In cinque studi su sette c’erano però dubbi sul rischio di bias, i protocolli erano diversi tra loro e le pomate testate erano prodotti specifici. Le prove restano limitate. Un herpes esteso, molto frequente o vicino all’occhio va mostrato al medico.

Gengive: un aiuto al dentista, non un sostituto

Un gruppo dell’Università di Salamanca ha pubblicato nel 2021 su Antioxidants una meta-analisi sulla propoli nella malattia parodontale. Degli otto studi randomizzati selezionati, solo tre si potevano combinare, e uno pesava per il 95% del risultato. Usata insieme alla levigatura radicolare fatta dal dentista o dall’igienista, la propoli riduceva la profondità delle tasche gengivali di circa 0,67 millimetri in più rispetto al placebo. Gli autori la considerano sicura e utile come complemento, ma invitano alla prudenza per i pochi studi e pazienti. Non sostituisce né l’igiene orale né la terapia parodontale.

Ferite: più laboratorio che clinica

Una revisione del 2022 su Pharmaceuticals ha raccolto gli studi clinici sulla propoli per ferite diabetiche, ulcere venose, ferite chirurgiche e ustioni pubblicati tra il 1990 e il 2021. La propoli è promettente, concludono gli autori, ma gli studi sull’uomo sono pochi, la maggior parte dei dati viene da laboratorio e animali e mancano dosi e forme standardizzate. Il confronto con il miele medicale, sterilizzato e studiato in sperimentazioni più solide sulle ustioni, è spiegato nell’articolo sulle proprietà del miele. Una ferita che non guarisce, un’ulcera o un’ustione estesa vanno affidate a un medico o a un infermiere.

COVID-19: lo studio brasiliano BeeCovid

Lo studio BeeCovid, pubblicato nel 2021 su Biomedicine & Pharmacotherapy, ha assegnato a caso 124 adulti ricoverati per COVID-19 in Brasile a ricevere, oltre alle cure standard, 400 o 800 milligrammi al giorno di un estratto standardizzato di propoli verde brasiliana per sette giorni, oppure solo le cure standard. La durata mediana del ricovero è scesa da 12 a 7 giorni con la dose bassa e da 12 a 6 giorni con quella alta, e il danno renale acuto è stato meno frequente con 800 milligrammi (4,8% contro 23,8%). Il bisogno di ossigeno non è cambiato.

Era però uno studio aperto, in un solo centro, con una propoli brasiliana dalla chimica molto diversa dalla nostra: non permette di consigliarla contro le infezioni respiratorie.

Cosa non è dimostrato

Nel 2010 il gruppo di esperti sulla nutrizione dell’EFSA ha esaminato i claim proposti per la propoli e i suoi flavonoidi: salute delle vie respiratorie, benessere della gola, attività antibatterica e antifungina, sostegno alle difese, salute orale e intestinale, circolazione, protezione del fegato. Non ne ha convalidato nessuno. Una delle ragioni è proprio la variabilità vista sopra: i composti considerati attivi in un preparato erano scarsi o non rilevabili in altri, e la sostanza non era caratterizzata abbastanza da sapere a quale propoli si riferissero i claim.

Anche il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano ricorda che questi effetti non sono sufficientemente provati.

Cosa dice la legge italiana sulla propoli?

Un integratore, non un medicinale

Le gocce, gli spray e le compresse di propoli da assumere per bocca si vendono in Italia quasi sempre come integratori alimentari, regolati dal decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169, che recepisce la direttiva europea 2002/46/CE. Le conseguenze pratiche sono queste:

  1. Notifica, non autorizzazione. Secondo l’articolo 10, prima di mettere in vendita un integratore l’azienda informa il Ministero della Salute inviando un modello dell’etichetta. I prodotti che superano la procedura entrano in un registro tenuto dal ministero. Il ministero può vietare un prodotto che ritiene pericoloso per la salute, ma non verifica che funzioni.
  2. Etichetta. L’articolo 6 impone la denominazione “integratore alimentare” e l’avvertenza a non superare la dose giornaliera raccomandata, oltre alle altre indicazioni obbligatorie degli integratori, come l’invito a non usarlo in sostituzione di una dieta variata e a tenerlo fuori dalla portata dei bambini sotto i tre anni.
  3. Niente proprietà terapeutiche. Lo stesso articolo vieta di attribuire agli integratori la capacità di prevenire o curare malattie.

Per le dosi delle sostanze diverse da vitamine e minerali, l’articolo 5 rimanda alle linee guida del Ministero della Salute. Nell’elenco ministeriale “Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico”, nella revisione dell’ottobre 2022, la propoli non compare, e per i vegetali il ministero rimanda a un decreto separato, il DM 10 agosto 2018. In questi elenchi, quindi, non c’è per la propoli né una dose massima né una frase di avvertenza specifica: le avvertenze sulle allergie che si leggono su molte confezioni dipendono dalla scelta del produttore.

I claim di salute

Il regolamento (CE) n. 1924/2006 consente in etichetta e in pubblicità solo i claim valutati dall’EFSA e autorizzati dalla Commissione europea. Per la propoli, a ottobre 2026, non ce n’è nessuno. Il regolamento (UE) 1169/2011, all’articolo 7, vieta inoltre di attribuire a qualsiasi alimento la proprietà di prevenire, trattare o guarire una malattia.

Quando un flacone di propoli dice “contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario”, la frase è legale solo se il prodotto contiene anche una vitamina o un minerale con quel claim autorizzato, come la vitamina C o lo zinco, nella quantità richiesta: l’effetto si riferisce a quella vitamina, non alla propoli.

Le sanzioni sono quelle del decreto legislativo 7 febbraio 2017, n. 27: da 6.000 a 24.000 euro per un claim non autorizzato, da 3.000 a 12.000 euro per un claim autorizzato usato fuori dalle condizioni previste. I controlli spettano al Ministero della Salute, alle Regioni, alle Province autonome di Trento e Bolzano e alle ASL, mentre per la pubblicità ingannevole restano i poteri dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Vale anche per l’apicoltore che vende propoli al mercato o sul proprio sito: “antibiotico naturale” o “cura il mal di gola” non si possono scrivere.

Allergia alla propoli e controindicazioni

La dermatite da contatto, il rischio principale

La propoli è uno degli allergeni da contatto meglio conosciuti, tanto che dal 2019 fa parte della serie di base europea dei patch test, i test epicutanei usati dai dermatologi. Uno studio pubblicato nel 2021 su Acta Dermato-Venereologica ha testato quattro propoli di origine diversa su 1.470 pazienti con dermatite in Danimarca, Lituania e Spagna: reagiva a una o più propoli tra l’1,3% e il 5,8% dei pazienti a seconda del paese. Una sola propoli commerciale individuava solo circa metà degli allergici, perché le propoli sono chimicamente diverse: per questo i dermatologi consigliano di testare anche il prodotto usato dal paziente.

In Italia, uno studio multicentrico pubblicato su Contact Dermatitis nel 2014 da dermatologi di diverse università, con prima autrice Monica Corazza dell’Università di Ferrara, ha interrogato 2.661 pazienti: il 48% usava prodotti vegetali sulla pelle e l’11% di loro riferiva reazioni. Tra gli allergeni vegetali più frequenti nei test c’erano proprio la propoli, gli estratti di Composite e l’olio di tea tree.

Le allergie crociate

La propoli condivide sostanze con altri materiali vegetali. Nello studio europeo, tra i pazienti allergici alla propoli erano frequenti le reazioni al balsamo del Perù, alla colofonia, la resina di pino presente in adesivi e alcune vernici, e alla miscela di profumi I, con percentuali tra il 12,5% e il 50%. Chi sa di essere allergico a una di queste sostanze ha buone ragioni per evitare la propoli o per chiedere prima all’allergologo o al dermatologo.

Le segnalazioni italiane di reazioni avverse

Un gruppo di farmacologi dell’Università di Messina, guidato da Gioacchino Calapai, ha esaminato le reazioni sospette alla propoli segnalate in Italia tra il 2002 e il 2008: 20 segnalazioni, 18 descritte in dettaglio.

  • 16 erano reazioni di ipersensibilità: gonfiore di viso, labbra o lingua in 7 casi, reazioni della pelle in 6, asma in 3;
  • 6 persone sono state ricoverate e 2 erano in pericolo di vita;
  • 7 pazienti, tra cui 4 bambini, avevano già una storia di allergie.

Gli autori citano anche due casi stranieri di danno renale, migliorati dopo la sospensione della propoli: rari, ma “naturale” non vuol dire innocuo.

Chi deve evitarla o chiedere prima

Sulla base di queste fonti conviene evitare la propoli, o parlarne prima con il medico o il farmacista, se:

  • si è già avuta una reazione a propoli, miele, polline o pappa reale, o a cosmetici con propoli;
  • si è allergici al balsamo del Perù, alla colofonia o ai profumi, o si soffre di eczema da contatto;
  • si soffre di asma;
  • si è in gravidanza o si allatta: i dati sulla sicurezza sono scarsi e il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano consiglia di evitarla;
  • si tratta di un bambino: gli estratti classici sono molto alcolici e le prove di efficacia sono scarse;
  • si prendono farmaci ogni giorno, in particolare anticoagulanti: le interazioni sono poco studiate.

Propoli e contaminanti: acaricidi e metalli

La propoli trattiene i contaminanti che si sciolgono nei grassi, a cominciare dagli acaricidi di sintesi contro la varroa.

Il Centro svizzero di ricerche apicole di Liebefeld, con Stefan Bogdanov, ha analizzato 27 campioni di propoli inviati da apicoltori nel 1996: 26 contenevano fluvalinate, in media 9,8 milligrammi per chilo con punte di 38,7, e tutti contenevano almeno un acaricida. Il fluvalinate era più concentrato che nella cera commerciale dello stesso anno. Gli autori citano anche un lavoro precedente secondo cui la propoli è più contaminata della cera dai metalli pesanti. Sono dati di fine anni Novanta, ma il principio non è cambiato: il tau-fluvalinate, principio attivo di Apistan, e la flumetrina di PolyVar sono piretroidi liposolubili ancora autorizzati in Italia.

Per chi compra, il consiglio è preferire un produttore che dichiari l’origine e, idealmente, disponga di analisi su residui e metalli. Per chi produce:

  • non raccogliere propoli da alveari trattati con acaricidi di sintesi, o farlo solo a distanza di tempo e con analisi;
  • preferire acidi organici e timolo, ammessi anche in apicoltura biologica, nelle famiglie destinate alla propoli;
  • evitare postazioni a ridosso di strade molto trafficate e zone industriali;
  • non grattare arnie verniciate o trattate all’interno.

Che forme di propoli si trovano in Italia e quanto costano?

Le forme più diffuse

In farmacia, parafarmacia, erboristeria, al supermercato e dagli apicoltori si trovano soprattutto:

  • estratto idroalcolico in gocce, il classico flaconcino da 30 ml;
  • estratto idroglicerico o analcolico, spesso proposto per i bambini;
  • spray orale per la gola, caramelle e pastiglie;
  • compresse e capsule, a volte con pappa reale o vitamina C;
  • cosmetici come burrocacao, creme e dentifrici, che non possono presentarsi come trattamenti;
  • propoli grezza, in pezzi o sulla rete, venduta da alcuni apicoltori.

Prezzi indicativi (ottobre 2026)

A ottobre 2026 un estratto idroalcolico di propoli da 30 ml di una marca italiana diffusa costava 6,65 euro in una farmacia online, scontato dal prezzo di listino di 10 euro. Dichiarava un’alcolicità del 75% ma non il contenuto di polifenoli, e senza quel dato due flaconi non si possono confrontare.

Sul fronte della materia prima, un documento dell’IPLA, l’istituto piemontese per le piante da legno e l’ambiente, preparato con Aspromiele Piemonte, indica per la propoli un valore all’ingrosso superiore a 100 euro al chilo.

Come leggere l’etichetta

  1. La denominazione: “integratore alimentare”, cosmetico o alimento.
  2. La quantità di propoli o di estratto per dose, e se possibile il titolo in polifenoli o flavonoidi, per esempio in milligrammi per millilitro.
  3. Il solvente e l’alcolicità: alcol, glicerina, acqua.
  4. L’origine della propoli, se indicata: italiana, europea, brasiliana.
  5. Le avvertenze: dose giornaliera, non superarla, fuori dalla portata dei bambini.
  6. Le promesse: diffida di chi scrive che cura, previene o tratta una malattia. Per gli stessi criteri applicati al miele vedi anche come scegliere il miele.

Come usare la propoli con prudenza

Se decidi di provarla:

  • Prova sulla pelle prima di usare un prodotto nuovo, soprattutto se applicato su labbra o viso: una piccola quantità sull’interno dell’avambraccio, poi aspetta 48 ore. Se compaiono prurito o rossore, lascia perdere.
  • Diluisci le gocce in acqua o su un cucchiaino di miele, come indicato in etichetta: l’estratto puro è molto alcolico e irritante per la bocca.
  • Rispetta la dose e la durata indicate: non c’è nessuna ragione per superarle.
  • Sospendi subito in caso di eczema, labbra o lingua gonfie, afte, fiato corto, e chiedi aiuto al medico; per un gonfiore di lingua o gola o difficoltà a respirare chiama il 112.
  • Non sostituire nessuna cura: né l’antibiotico, né l’antivirale, né la terapia del dentista.
  • Chiedi prima al medico o al farmacista in gravidanza, allattamento, con asma, allergie note, farmaci quotidiani, e per i bambini.

Come raccolgono la propoli gli apicoltori italiani?

Raschiatura, griglie e reti

Gli apicoltori hanno tre strade:

  • Raschiatura con la leva: si gratta la propoli da coprifavo, stecche dei telaini e pareti durante le visite. È il metodo più semplice, ma dà un prodotto pieno di cera, schegge di legno, frammenti di vernice e parti di api, adatto al massimo all’uso personale.
  • Griglie raccogli-propoli in plastica con fessure sottili, appoggiate sui telaini al posto del coprifavo o sotto di esso. Le api chiudono le fessure con propoli. Il manuale BEEBOOK descrive trappole commerciali con fessure di circa 1,6 millimetri.
  • Reti in materiale per alimenti, che seguono lo stesso principio e si arrotolano facilmente per staccare la propoli.

Griglie e reti danno una propoli molto più pulita; secondo il BEEBOOK una famiglia forte e propolizzatrice può riempire una trappola in un paio di settimane. Le rese restano modeste: il documento dell’IPLA con Aspromiele Piemonte, dedicato ai castagneti, indica circa 50-70 grammi di propoli per alveare. Molto dipende dalla famiglia: alcune ligustiche e carniche propolizzano tanto, altre poco, e conta la presenza di pioppi, salici e conifere intorno all’apiario.

Passo per passo con la rete

  1. Scegli famiglie forti e sane, non trattate con acaricidi di sintesi nella stagione.
  2. Posa la rete o la griglia direttamente sui telaini del nido o dell’ultimo melario, a fine estate, quando i raccolti di nettare calano: da agosto al Nord, anche in settembre e ottobre al Centro-Sud.
  3. Lascia entrare un po’ di luce e aria, per esempio sollevando leggermente il coprifavo con dei distanziali, per stimolare la chiusura.
  4. Ritira la rete quando è ben riempita, dopo qualche settimana, e mettila in un sacchetto per alimenti.
  5. Congelala: il freddo rende la propoli fragile. Il BEEBOOK raccomanda di congelare trappole e reti prima di staccare la propoli.
  6. Stacca la propoli arrotolando o battendo la rete congelata su una superficie pulita.
  7. Conserva in barattoli puliti e chiusi, al buio e al fresco, annotando apiario, data e metodo per la tracciabilità.

Qualità e buone pratiche

  • Organizza la raccolta della propoli insieme alla smielatura, per non aprire le arnie più del necessario.
  • Non togliere troppa propoli alla famiglia prima dell’inverno, soprattutto in montagna e al Nord: è parte delle sue difese e la aiuta a chiudere spifferi e porticina.

Domande frequenti

La propoli fa bene al mal di gola?

Forse un po'. Uno studio italiano del 2021 su 122 adulti ha visto sintomi più brevi con uno spray di propoli titolato rispetto al placebo, ma era un solo centro, con un prodotto preciso e un autore dipendente dell'azienda. L'EFSA non ha accettato alcun claim sulla gola. Febbre alta, dolore forte o fastidio oltre qualche giorno richiedono il medico.

Quali sono le controindicazioni della propoli?

La principale è l'allergia: chi reagisce a cosmetici profumati, al balsamo del Perù o alla colofonia rischia di più, e chi ha già avuto reazioni ai prodotti dell'alveare deve evitarla. Prudenza anche con asma, gravidanza, allattamento e bambini, per mancanza di dati. Chi prende farmaci ogni giorno o anticoagulanti ne parli con il medico o il farmacista.

La propoli rinforza le difese immunitarie?

Nessuno studio solido lo dimostra. Nel 2010 l'EFSA ha esaminato i claim sul sostegno alle difese, sulle vie respiratorie e su altre funzioni e non ne ha convalidato nessuno. Se un integratore di propoli parla di sistema immunitario, la frase può riguardare solo una vitamina o un minerale aggiunto, come la vitamina C o lo zinco.

Si può dare la propoli ai bambini?

Meglio chiedere prima al pediatra. Gli estratti tradizionali sono molto alcolici, fino al 75% in volume, e le prove di efficacia nei bambini sono scarse. Nelle segnalazioni italiane di reazioni avverse raccolte tra il 2002 e il 2008 c'erano anche bambini con precedenti allergici. Se il pediatra è d'accordo, scegli una formulazione senza alcol e rispetta la dose.

Che differenza c'è tra estratto idroalcolico e idroglicerico?

L'estratto idroalcolico usa alcol e acqua, che sciolgono bene le resine e lasciano indietro gran parte della cera: è la forma classica. L'idroglicerico usa glicerina e acqua, non contiene alcol ed è pensato per bambini e per chi non tollera l'alcol. Per confrontarli conta la quantità di polifenoli dichiarata per dose, non il solvente.

La propoli italiana è uguale a quella brasiliana?

No. In gran parte d'Italia le api raccolgono resina dalle gemme di pioppo, e la propoli è ricca di flavonoidi come crisina, galangina e pinocembrina. La propoli verde brasiliana viene da una pianta diversa, il Baccharis, e ha una chimica propria. I risultati ottenuti con un tipo non si possono trasferire automaticamente all'altro.

Quanta propoli produce un alveare?

Poca. Un documento dell'IPLA con Aspromiele Piemonte indica circa 50-70 grammi per alveare. La quantità dipende molto dalla razza e dalla singola famiglia, dalla presenza di pioppi e altre piante resinose e dal metodo: con reti o griglie si ottiene una propoli più pulita che grattando telaini e pareti con la leva.

Come si conserva la propoli?

La propoli grezza va tenuta in un barattolo chiuso, al fresco e al buio; molti apicoltori la conservano in frigorifero o congelatore, dove diventa fragile e si stacca meglio dalle reti. Gli estratti vanno chiusi bene e tenuti lontano dalla luce e dal calore. Rispetta la data di scadenza indicata sulla confezione.

Fonti

  1. Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to propolis and flavonoids in propolis pursuant to Article 13(1) of Regulation (EC) No 1924/2006 (EFSA Journal 2010, 8(10):1810), EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, panel NDA
  2. Decreto legislativo 7 febbraio 2017, n. 27: sanzioni per la violazione del regolamento (CE) n. 1924/2006, Gazzetta Ufficiale, copia della Camera di commercio di Verona
  3. Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169: attuazione della direttiva 2002/46/CE relativa agli integratori alimentari, Gazzetta Ufficiale, copia della Federazione nazionale degli Ordini dei biologi
  4. Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico (revisione ottobre 2022), Ministero della Salute, copia pubblicata dall'AUSL di Bologna
  5. Propolis and bee health: the natural history and significance of resin use by honey bees (Apidologie, 2010), Simone-Finstrom M, Spivak M, Apidologie
  6. Standard methods for Apis mellifera propolis research (Journal of Apicultural Research, 2016), Bankova V et al., COLOSS BEEBOOK, copia dello USDA Agricultural Research Service
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  9. A standardized polyphenol mixture extracted from poplar-type propolis for remission of symptoms of uncomplicated upper respiratory tract infection (URTI): a monocentric, randomized, double-blind, placebo-controlled clinical trial (Phytomedicine, 2021), Esposito C, Garzarella EU, Bocchino B et al., Daglia M, Università di Napoli Federico II e Università di Pavia
  10. Herbal Medicine for Treating Herpes Labialis: A Systematic Review (Journal of Integrative and Complementary Medicine, 2025), Anheyer M, Cramer H, Ostermann T, Längler A, Anheyer D, Southern Cross University
  11. Effectiveness of Propolis in the Treatment of Periodontal Disease: Updated Systematic Review with Meta-Analysis (Antioxidants, 2021), López-Valverde N, Pardal-Peláez B, López-Valverde A et al., Università di Salamanca, MDPI
  12. Healing Potential of Propolis in Skin Wounds Evidenced by Clinical Studies (Pharmaceuticals, 2022), da Rosa C, Bueno IL, Quaresma ACM, Longato GB, DOAJ
  13. Efficacy of Brazilian green propolis (EPP-AF) as an adjunct treatment for hospitalized COVID-19 patients: a randomized, controlled clinical trial (Biomedicine & Pharmacotherapy, 2021), Silveira MAD et al., BeeCovid Team, DOAJ
  14. Patch Testing with Propolis of Different Geographical Origins in a Baseline Series (Acta Dermato-Venereologica, 2021), Nyman GSA, Giménez-Arnau AM, Grigaitienė J, Malinauskiene L, Paulsen E, Hagvall L, Acta Dermato-Venereologica
  15. Topical botanically derived products: use, skin reactions, and usefulness of patch tests. A multicentre Italian study (Contact Dermatitis, 2014), Corazza M, Borghi A, Gallo R, Schena D, Pigatto P et al., Università di Messina (IRIS)
  16. Reazioni di ipersensibilità da propoli (31 ottobre 2010), Calapai G, Polimeni G, Caputi AP, Crupi D, Università di Messina, pubblicato dalla ASL di Rieti
  17. Che cos'è veramente la propoli? (7 settembre 2020), Centro Tutela Consumatori Utenti, Bolzano
  18. Acaricide residues in honey, beeswax and propolis (1999), Bogdanov S, Kilchenmann V, Imdorf A, Centro svizzero di ricerche apicole, Agroscope
  19. Valorizzazione dei servizi ecosistemici forestali: impollinazione e produzione miele (2020-2021), IPLA con Aspromiele Piemonte, Regione Piemonte
  20. Lemuria Propoli Forte, estratto idroalcolico 30 ml (prezzo consultato a ottobre 2026), Topfarmacia