

Arnia Warré: misure, costruzione, allargamento dal basso, raccolto e regole in Italia
Arnia Warré in Italia: misure in mm, autocostruzione, allargamento dal basso, raccolto, varroa, favi mobili e leggi regionali, resa rispetto alla Dadant-Blatt.
L’arnia Warré è un’arnia verticale a piccoli elementi quadrati, di 300 x 300 mm interni e 210 mm di altezza, impilati uno sull’altro. Le api costruiscono i favi liberamente sotto semplici barrette, senza fogli cerei; l’apicoltore aggiunge gli elementi vuoti dal basso e raccoglie il miele dall’alto, aprendo il nido il meno possibile. Ideata dall’abate francese Émile Warré, in Italia è un modello di nicchia, spesso autocostruito, legato all’apicoltura naturale. È legale e va registrata in BDN come qualsiasi alveare, ma in alcune Regioni conviene montarla con barrette a montanti o telaini, così che ogni favo sia estraibile.
Che cos’è l’arnia Warré, o arnia popolare?
L’abate Warré e L’Apiculture pour tous
Émile Warré (1867-1951) era un sacerdote francese con una lunga pratica apistica. Nella dodicesima edizione del suo libro racconta di aver avuto nei suoi apiari 350 arnie di sistemi diversi (Dadant-Blatt, Layens, Voirnot, Congrès e altre) e di averle confrontate per lavoro richiesto, costo, consumo di scorte e raccolto. Da questi confronti nasce quella che lui chiamava “ruche populaire”, l’arnia popolare: economica, semplice da costruire, alla portata di tutti.
La descrive in L’Apiculture pour tous. La quinta edizione, stampata a Tours nel 1923, presenta ancora tre varianti: a favi fissi, a telaini ordinari e a telaini aperti con estremità chiuse. La dodicesima, del 1948, è quella di riferimento. In italiano il libro è uscito come L’apicoltura per tutti presso Montaonda edizioni nel 2013. Per collocare Warré nella lunga storia che va dai bugni villici ai telaini mobili, leggi la nostra storia dell’apicoltura.
L’idea: avvicinarsi al nido naturale
Il metodo Warré si riassume in pochi principi, argomentati nella dodicesima edizione:
- Un nido stretto e alto, come le cavità verticali in cui le api costruiscono dall’alto verso il basso. Warré calcolava che in una sezione di 30 x 30 cm la famiglia scalda circa 900 cm² di superficie, contro circa 2.000 cm² in una Dadant.
- Poche aperture. Ogni visita, secondo lui, raffredda la covata e costa scorte; l’arnia si apre dall’alto una volta l’anno, al raccolto.
- Un tetto molto isolato. Sopra le barrette sta un cuscino alto circa 10 cm pieno di materiale vegetale (paglia, trucioli, foglie secche) che trattiene il calore e assorbe l’umidità.
- Niente fogli cerei. Le api costruiscono favi naturali, con la dimensione delle celle che scelgono loro.
Il volume non è casuale: Seeley e Morse (Insectes Sociaux, 1978) offrirono agli sciami cavità da 10, 40 e 100 litri, e le api preferirono quella da 40. Due elementi Warré fanno circa 38 litri.
Misure dell’arnia Warré: le quote da rispettare
Le quote vengono dalla versione a barrette descritta da Warré e dai piani metrici redatti dall’apicoltore britannico David Heaf, traduttore inglese del libro. Il punto fermo sono le misure interne: lo spessore del legno può variare.
| Parte | Misura | Note |
|---|---|---|
| Interno di un elemento | 300 x 300 mm | da rispettare con precisione |
| Altezza di un elemento | 210 mm | circa 19 litri |
| Spessore delle pareti | almeno 20 mm | 24 mm per maggiore rigidità; 38-50 mm nei climi freddi |
| Esterno di un elemento | circa 340 x 340 mm | con tavole da 20 mm |
| Barrette portafavo | 8 per elemento | larghe 24 mm |
| Lunghezza delle barrette | 315 mm secondo Warré | Heaf suggerisce quasi 320 mm, per coprire meglio la battuta |
| Distanza tra barrette | 12 mm, anche verso le pareti | 36 mm da centro a centro |
| Telo coprifavo | tela di juta o di lino | sopra le barrette, sotto il cuscino |
| Maniglie | listelli 300 x 20 x 20 mm | una per lato |
| Cuscino | circa 100 mm di altezza | 5 mm più piccolo dell’elemento, riempito di paglia o trucioli |
| Tetto | gioco di circa 10 mm intorno al cuscino | sottotetto ventilato |
| Fondo | spessore 15-20 mm | 2 mm più stretto dell’elemento per lato; predellino largo 160 mm (piani Heaf) |
Il conto torna: 8 barrette da 24 mm e 9 spazi da 12 mm fanno 300 mm. Pochi millimetri di errore e le api costruiscono ponti di cera tra i favi.
La Warré a telaini e le varianti moderne
Warré disegnò anche una versione a telaini mobili, poi abbandonata: nella quinta edizione l’elemento misura 335 x 335 mm interni per 207,5 mm di altezza e contiene 9 telaini da 300 x 180 mm. L’elemento è più largo per compensare lo spazio dei montanti e il gioco laterale.
Oggi molti apicoltori, in Italia e altrove, usano soluzioni intermedie: barrette con brevi montanti laterali (telaini aperti), che impediscono alle api di saldare il favo alle pareti, oppure telaini completi, con o senza foglio cereo. Anche il sito italiano warre.it, dedicato a questa arnia, descrive telaini completi o parziali senza fogli cerei. Queste varianti si allontanano dalla Warré originale, ma rendono il favo estraibile come in una Dadant-Blatt: un dettaglio che in Italia, come vedremo, ha anche un peso normativo.
Come funziona la Warré: l’allargamento dal basso
In una Dadant-Blatt il melario si aggiunge sopra il nido. Nella Warré l’elemento vuoto si infila sotto la pila, appoggiato sul fondo. La famiglia prolunga i favi verso il basso, la regina segue la covata che scende e il miele si accumula negli elementi superiori.
I vantaggi sono tre:
- Il nido non si scoperchia. Si solleva la pila, si inserisce l’elemento, si riappoggia.
- La cera si rinnova da sola. La regina depone in favi giovani, i favi vecchi salgono verso la zona del miele e vengono asportati con il raccolto.
- Si possono aggiungere più elementi alla volta. Poiché l’aggiunta dal basso non disperde il calore del nido, in vista di una forte importazione si possono infilare due elementi insieme.
Il segnale si legge da sotto, con uno specchietto o inclinando leggermente la pila: quando i favi raggiungono il terzo inferiore dell’elemento più basso, prima della grande importazione, si aggiunge un elemento con le barrette innescate di cera. Le barrette nuove devono essere parallele a quelle sopra: se le giri, le api continuano male i favi e costruiscono di traverso.
Il prezzo è fisico: in estate una pila di quattro o cinque elementi pesa diverse decine di chili. Molti usano un sollevatore a leva o lavorano in due.
Il calendario della Warré da Nord a Sud
Le date vanno spostate di settimane a seconda della zona. Al Sud e nelle isole la covata spesso non si ferma del tutto in inverno e il raccolto di agrumi e sulla arriva tra marzo e maggio; in Pianura Padana l’acacia fiorisce tra fine aprile e maggio; sulle Alpi la stagione comincia più tardi e finisce presto.
| Periodo | Nord (Pianura Padana, Prealpi) | Centro-Sud e isole | Operazione |
|---|---|---|---|
| Fine inverno | febbraio-marzo | gennaio-febbraio | soppesare l’arnia, controllare la porticina, contare le varroe sul vassoio |
| Primavera | aprile-maggio | marzo-aprile | visita da sotto, aggiunta di uno o due elementi |
| Sciamatura | maggio-giugno | aprile-maggio | sorvegliare l’attività; il volume riduce la sciamatura, non la elimina |
| Fine del raccolto principale | luglio | giugno (agrumi, sulla) | raccolto degli elementi superiori pieni e opercolati |
| Estate | luglio-agosto | luglio-agosto, siccità | trattamento antivarroa, controllo delle scorte, rimozione degli elementi vuoti |
| Autunno-inverno | da ottobre | da novembre | arnia ridotta a due elementi, cuscino asciutto, porticina ristretta |
Al Sud il punto critico è l’estate: con la siccità la famiglia consuma scorte e il caldo ammorbidisce i favi nuovi, che senza cornice possono staccarsi dalle barrette. Ombra pomeridiana e tetto ventilato sono indispensabili.
L’invernamento su due elementi
La Warré sverna su due elementi, circa 38 litri. Il glomere si forma in autunno nella parte alta e risale durante l’inverno nelle scorte, come in una cavità naturale. Warré stimava che bastassero circa 12 kg di provviste, contro almeno 18 kg in una Dadant. Tre controlli:
- Il cuscino deve restare asciutto. Una lettiera umida non isola e ammuffisce: sostituiscila in autunno se è bagnata o compressa.
- La porticina va ristretta a pochi centimetri, con una griglia contro i topi.
- Le scorte si valutano a peso, sollevando il retro della pila senza aprire. Se a febbraio l’arnia è leggera, si mette il candito sulle barrette, sotto il telo.
Come costruire un’arnia Warré
La Warré è stata pensata per il fai da te: tavole grezze e attrezzi comuni. È il motivo principale della sua diffusione in Italia, dove nei cataloghi dei grandi rivenditori di materiale apistico è difficile trovarla: chi non la costruisce la importa o la acquista tramite le associazioni di apicoltura naturale.
Materiali e attrezzi
Servono tavole di legno locale non trattato da 20-24 mm (abete, larice o castagno), listelli 20 x 20 mm per le maniglie, listelli larghi 24 mm per le barrette, chiodi zincati (i piani di Heaf ne prevedono sette da 65 x 2,65 mm per angolo, senza bisogno di colla) e tela di juta. Per un elemento con tavole da 20 mm e giunti di testa occorrono due pannelli da 300 x 210 mm e due da 340 x 210 mm, circa 0,27 m² di legno. Attrezzi: sega, squadra, martello, scalpello o fresatrice.
I passaggi
- Taglia i pannelli rispettando 300 mm di larghezza interna e 210 mm di altezza, e controlla la squadratura: un elemento storto non si impila bene.
- Ricava una battuta sul bordo alto di due pareti opposte, così che le barrette restino a filo.
- Assembla i pannelli con i chiodi e fissa le maniglie su due lati, smussandone il bordo superiore.
- Innesca 8 barrette per elemento con un filo di cera d’api fusa o una striscia sottile di foglio cereo, e fissale a 12 mm l’una dall’altra e dalle pareti.
- Costruisci fondo, cuscino e tetto: il fondo a rete con cassetto non c’era nel modello originale, ma è il modo migliore per contare le varroe senza aprire (in Valle d’Aosta il fondo antivarroa è obbligatorio in tutte le arnie); il cuscino è un telaio alto circa 10 cm con la juta tesa sotto; il tetto ha un sottotetto ventilato.
- Proteggi solo l’esterno, con olio di lino o cera; all’interno niente vernici né legno trattato in autoclave.
Popolare la Warré e scegliere il posto
Lo sciame naturale è il modo più semplice di popolare una Warré, perché è pronto a costruire. Nella dodicesima edizione Warré ritiene sufficiente uno sciame di 2 kg, contro i 4 kg che servirebbero per una Dadant-Blatt, e scrive che può dare un raccolto tre mesi dopo l’insediamento. Lo sciame va in due elementi innescati, con cuscino e tetto al loro posto; se il tempo peggiora, qualche giorno di sciroppo aiuta la costruzione.
I nuclei italiani si vendono su favi Dadant-Blatt, che non entrano in un elemento Warré: in alternativa allo sciame si scuotono le api del nucleo negli elementi o si compra un pacco d’api. Uno sciame catturato va registrato in BDN come ingresso nell’apiario entro 7 giorni.
La Warré sopporta il freddo ma teme l’umidità ristagnante: al Nord cerca sole al mattino e riparo dal vento, al Sud ombra nelle ore calde, e lascia spazio per sollevare la pila.
La raccolta del miele in Warré
Il miele si toglie dall’alto, dagli elementi sopra il nido. Poiché la regina scende con i favi, a fine importazione gli elementi superiori contengono di solito solo miele. Si prelevano solo elementi pieni, opercolati e senza covata.
Quando raccogliere
Al Sud spesso alla fine delle fioriture primaverili di agrumi e sulla, al Nord dopo l’acacia o, più spesso, a fine luglio dopo castagno e tiglio, così da lasciare alle api il tempo di ricostituire le scorte. L’obiettivo è arrivare all’autunno con due elementi, quello superiore ben pieno di miele. Se raccogli tardi, lascia di più.
Come raccogliere
Scegli una giornata mite, verso mezzogiorno. Togli tetto e cuscino, affumica leggermente attraverso il telo e separa l’elemento superiore passando un filo d’acciaio sottile tra i due elementi, per tagliare i ponti di cera. Sollevalo e controlla da sotto che non ci sia covata; allontana le api con una spazzola o con un apiscampo inserito il giorno prima, rimetti telo, cuscino e tetto e stacca i favi al coperto, per evitare il saccheggio.
Smielare senza smielatore
I favi costruiti su barrette semplici non vanno nello smielatore. Si tagliano e il miele si ottiene per sgocciolatura (favi schiacciati su un setaccio sopra un secchio, in un locale caldo) o con una pressa, anche quella per la frutta. Il miele torchiato contiene un po’ più di polline e qualche particella di cera, quindi va filtrato e lasciato decantare in maturatore come qualsiasi miele; se lo vendi, valgono le stesse regole di etichettatura e di igiene descritte nella nostra guida alla smielatura. Una parte del raccolto si può vendere come miele in favo. La cera, ricavata da favi giovani, è di ottima qualità.
Quanto miele rende una Warré in Italia rispetto alla Dadant-Blatt?
Non esistono rilevazioni italiane sulla resa della Warré: i dati ufficiali riguardano gli alveari in generale, in gran parte Dadant-Blatt. Secondo il report 2025 dell’Osservatorio Nazionale Miele, gli alveari commerciali hanno reso in media 26,86 kg ciascuno, quelli degli allevamenti familiari 18,9 kg. Le rese per miele, ricavate da aziende con oltre 100 alveari, mostrano quanto conti la zona: l’acacia ha dato 16,4 kg ad alveare in Piemonte e 3,3 in Calabria, la sulla 30,9 in Basilicata, gli agrumi 15,2 in Basilicata e 9,7 in Sicilia, il castagno 19,1 in Valle d’Aosta.
Con la Warré bisogna aspettarsi meno, per tre motivi:
- La cera costa miele. Ogni anno le api costruiscono favi nuovi; nella Dadant-Blatt i favi del melario si smielano e si riusano.
- Il raccolto è uno solo. Senza melari da scambiare non si separano bene acacia, castagno e millefiori: ottieni un miele per stagione, spesso un millefiori, salvo raccogliere un elemento subito dopo una fioritura dominante.
- Il nomadismo è scomodo. Le pile alte con favi senza cornice si spostano male, e i monoflora italiani si ottengono spesso portando le api sulle fioriture.
Warré stesso non prometteva grandi raccolti: nella dodicesima edizione riferisce medie di circa 25 kg ad arnia nella Somme e di 15 kg a Saint-Symphorien, e insiste soprattutto sul poco lavoro richiesto, un’ora e mezza per arnia in tutto l’anno secondo i suoi conti del 1940. Una famiglia appena insediata, che deve costruire tutti i favi, nel primo anno non dà quasi nulla.
Varroa e controlli sanitari nella Warré
Varroa destructor è arrivata in Italia nel 1981, vicino al confine sloveno, e oggi è in ogni apiario. Nessuna arnia “naturale” protegge dall’acaro: senza trattamenti una famiglia infestata muore in uno o due anni. Le linee guida del Ministero della Salute, aggiornate ogni anno con il Centro di referenza nazionale dell’IZSVe, chiedono almeno due interventi l’anno: uno estivo, dopo l’ultimo raccolto, e uno autunno-invernale in assenza di covata.
Misurare senza aprire
Il fondo a rete con cassetto è il miglior alleato della Warré: conta le varroe cadute per almeno una settimana e calcola la media giornaliera. Il bollettino 2026 della Fondazione Edmund Mach considera critica una caduta naturale oltre le 20 varroe al giorno. La conta su api adulte con zucchero a velo, che richiede di prelevare circa 300 api da un favo di covata, nella Warré a barrette semplici è difficile: è un altro argomento a favore dei telaini.
Quali trattamenti si adattano alla Warré
Si usano solo medicinali veterinari autorizzati in Italia per le api, secondo il foglietto; il principio attivo sfuso non li sostituisce. Si adattano meglio alla Warré:
- Acido ossalico gocciolato (Api-Bioxal, Oxuvar, Oxybee e altri) in assenza di covata, tra le barrette dell’elemento occupato dal glomere: il Ministero precisa che Oxybee va usato su arnie verticali accessibili dall’alto. Le dosi sono indicate per interfavo o per favo Dadant-Blatt: in una Warré i favi sono più piccoli, quindi conta gli spazi occupati dalle api e resta sotto il massimo per alveare del foglietto.
- Acido ossalico sublimato (Api-Bioxal in polvere, 2 g per arnia una sola volta l’anno con la nuova formulazione), dalla porticina, con maschera a filtri.
- Acido formico in strisce (MAQS, Formicpro) o in evaporatore (Apifor60): le strisce si posano sopra le barrette del nido, togliendo il cuscino. Apifor60 è dosato in base al volume dell’arnia, da 3,8 a 4,8 ml per litro: per due elementi Warré, circa 38 litri, sono 144-182 ml.
- Timolo (Apiguard, Apilife Var, Thymovar), posato sopra il nido; per la vaschetta di Apiguard serve un rialzo sotto il telo.
Le strisce ad amitraz o piretroidi vanno appese nella covata, tra due favi: con le barrette semplici è molto scomodo. Il blocco di covata con ingabbiamento della regina, oggi molto usato in Italia d’estate, presuppone di trovare la regina: in una Warré a barrette semplici è quasi impossibile. Ogni trattamento va registrato nel registro dei medicinali veterinari entro 48 ore. Protocolli, soglie e calendario Nord-Sud sono nella nostra guida alla varroa.
Il punto debole: la covata
La peste americana si riconosce dall’aspetto della covata: opercoli infossati o forati, larve filanti alla prova dello stecchino. Va segnalata alla ASL entro 12 ore dal sospetto, come Aethina tumida, presente in Calabria dal 2014, e Tropilaelaps. In una Warré a barrette semplici puoi osservare i favi da sotto o, staccando con cura le saldature laterali, inclinarne uno, ma l’esame resta parziale. Se tieni api in Calabria, ricorda anche che il piano nazionale di sorveglianza per Aethina prevede visite cliniche negli apiari da parte dei servizi veterinari: un’arnia in cui i favi non si estraggono rende il controllo lento e incompleto.
L’arnia Warré è legale in Italia?
Per la legge la Warré è un alveare come gli altri, con gli stessi obblighi della Dadant-Blatt.
- Registrazione in BDN prima di introdurre le api, anche per un solo alveare, secondo il decreto legislativo 134/2022 e il manuale operativo del sistema di identificazione e registrazione. Fino a 10 alveari per autoconsumo ci si può registrare come allevamento familiare.
- Censimento annuale tra il 1° novembre e il 31 dicembre e movimentazioni entro 7 giorni. Tutti i passaggi sono nella guida all’anagrafe apistica.
- Cartello identificativo accanto a ogni apiario popolato.
- Distanze dell’articolo 896-bis del Codice civile: almeno 10 metri dalle strade di pubblico transito e 5 metri dai confini, salvo muri, siepi o dislivelli di almeno 2 metri.
- Registro dei trattamenti, conservato per almeno 5 anni.
Favi mobili: il nodo delle leggi regionali
Nessuna norma nazionale in vigore impone un modello di arnia. La legge 313/2004 definisce l’arnia semplicemente come “il contenitore per api”, e il vecchio Regolamento di polizia veterinaria (DPR 320/1954) è stato abrogato dal decreto legislativo 136/2022, che attua il regolamento (UE) 2016/429.
Alcune leggi regionali, però, hanno distinto le arnie razionali, a favi mobili, da quelle rustiche o villiche, a favi fissi, e hanno imposto di eliminare queste ultime per permettere i controlli sanitari:
- Sicilia: la legge regionale 65/1995, ancora in vigore, definisce razionale l’arnia “a favi mobili” e rustica quella “a favi fissi”, e all’articolo 13 obbliga i detentori di alveari o bugni rustici a trasformarli in alveari razionali.
- Toscana: la legge regionale 69/1995 vietava di “allevare api in arnie rustiche”, con sanzioni per ogni arnia; la legge regionale 21/2009, modificata dalla 49/2018, l’ha abrogata e non ripete il divieto.
La Warré a barrette non è un bugno, ma se le api saldano i favi alle pareti in pratica lo diventa. Il sito italiano warre.it sostiene che la Warré è “modulare e ispezionabile” e quindi razionale, ma è un’opinione, non un parere ufficiale. La strada più sicura è usare barrette con montanti laterali o telaini, che rendono ogni favo estraibile, e chiedere al servizio veterinario della ASL come interpreta la legge della tua Regione prima di popolare l’arnia.
Apicoltura naturale e biologica con la Warré
La comunità italiana
In Italia la Warré vive in una rete di appassionati. Il sito warre.it raccoglie un piccolo manuale, istruzioni di autocostruzione e un gruppo Facebook. Il sito corsodiapicoltura.it, che indica come contatto l’ufficio dell’AANI (Associazione Apistica Naturale Italiana), propone un corso online di apicoltura naturale (90 euro, più 25 euro per il modulo Warré, a ottobre 2026). Il libro di Marco Mantovani, Apicoltura biologica con arnie Warré e Top Bar (Terra Nuova, 2018), spiega come autocostruire Warré, top bar e altre arnie con materiali di recupero.
La parola “naturale” non ha valore legale e non esonera da trattamenti e registrazioni. Per confrontare la Warré con le altre arnie usate in Italia, dalla top bar alla Langstroth, consulta la panoramica sui tipi di arnie.
Le regole del biologico
Se vuoi vendere miele con il logo biologico, la Warré è compatibile ma non sufficiente: conta il rispetto del regolamento (UE) 2018/848, verificato da un organismo di controllo. In sintesi:
- le arnie devono essere fatte essenzialmente di materiali naturali, e all’interno si possono usare solo prodotti naturali come propoli, cera e oli vegetali;
- nel raggio di 3 km dall’apiario le fonti di nettare e polline devono essere essenzialmente colture biologiche, flora spontanea o colture a basso impatto ambientale;
- la cera per i nuovi telaini deve provenire da apicoltura biologica; nella Warré senza fogli cerei basta l’innesco, che deve comunque essere di cera biologica;
- contro la varroa sono ammessi acido formico, lattico, acetico e ossalico, mentolo, timolo, eucaliptolo e canfora, sempre sotto forma di medicinali veterinari autorizzati in Italia;
- la spuntatura delle ali della regina è vietata;
- il periodo di conversione è di 12 mesi.
Warré o Dadant-Blatt: pro e contro
| Criterio | Arnia Warré | Dadant-Blatt 10 favi |
|---|---|---|
| Elemento base | 300 x 300 x 210 mm interni, circa 19 litri | nido da 10 telaini D.B. |
| Allargamento | dal basso, sotto il nido | dall’alto, melari sopra il nido |
| Cera | favi naturali su innesco | fogli cerei di norma |
| Visita dei favi | parziale, da sotto (completa con telaini) | completa, favo per favo |
| Scorte invernali secondo Warré | circa 12 kg | almeno 18 kg |
| Estrazione | sgocciolatura o pressa | smielatore centrifugo |
| Mieli monoflora e nomadismo | difficili | standard della produzione italiana |
| Materiale compatibile | autocostruito, pochi fornitori | ovunque, nuclei compresi |
| Movimentazione | sollevare tutta la pila | sollevare un melario alla volta |
A favore della Warré: costo basso se la costruisci tu, elementi leggeri da maneggiare singolarmente, rinnovo naturale della cera, interventi rari, volume vicino a quello scelto dalle api, ottimo miele in favo.
Contro: raccolto più basso e quasi sempre millefiori; ispezione della covata limitata con le barrette semplici; trattamenti antivarroa e blocco di covata più scomodi; incompatibilità con nuclei e telaini D.B.; sollevamento dell’intera pila; possibili contestazioni nelle Regioni che chiedono favi mobili.
La ricerca non risolve la questione. Kutby e colleghi (Insects, 2024) hanno seguito per 130 giorni a Perth, in Australia, quattro famiglie in Warré e quattro in Langstroth: nelle Warré temperatura e umidità oscillavano meno durante la giornata, le Langstroth sono cresciute di più in peso, senza differenze significative nel miele immagazzinato. Loftus, Smith e Seeley (PLoS ONE, 2016), nello Stato di New York, hanno visto che famiglie in arnie piccole da 42 litri sciamavano di più ma avevano meno varroe e sopravvivevano meglio di quelle in arnie grandi: un risultato sul volume e sulla sciamatura, non sulla Warré in sé.
In Italia la Dadant-Blatt resta lo standard per produrre e per imparare: le sue misure e la sua conduzione sono nella scheda sull’arnia Dadant-Blatt. La Warré è sensata per chi tiene poche famiglie e accetta di raccogliere meno, restando rigoroso su varroa, covata e obblighi di legge.
Domande frequenti
Quali sono le misure interne di un'arnia Warré?
Ogni elemento misura internamente 300 x 300 mm per 210 mm di altezza, circa 19 litri, e porta 8 barrette larghe 24 mm distanziate di 12 mm, cioè 36 mm da centro a centro. Con tavole da 20 mm il lato esterno è di circa 340 mm. Lo spessore del legno può cambiare, le misure interne no.
L'arnia Warré è legale in Italia?
Sì. Nessuna legge nazionale vieta la Warré o impone un modello di arnia. Alcune leggi regionali, come quella siciliana del 1995, chiedono però arnie razionali a favi mobili. Per stare tranquillo usa barrette con montanti laterali o telaini, che rendono ogni favo estraibile, e chiedi conferma al servizio veterinario della tua ASL.
Bisogna registrare in BDN un'arnia Warré?
Sì, come qualsiasi alveare. L'apiario va registrato nella Banca Dati Nazionale prima di introdurre le api, accanto a ogni apiario popolato serve il cartello identificativo e tra il 1° novembre e il 31 dicembre si fa il censimento annuale. Il modello di arnia non cambia nulla, nemmeno per un allevamento familiare.
Quanto miele produce un'arnia Warré in Italia?
Non esistono statistiche italiane sulla Warré. Warré riportava medie di 15 e 25 kg in Francia; in Italia gli alveari commerciali, quasi tutti Dadant-Blatt, hanno reso nel 2025 in media 26,86 kg. Con la Warré conta di raccogliere di meno, in genere solo una volta l'anno, e nulla nel primo anno.
Come si tratta la varroa in un'arnia Warré?
Con gli stessi medicinali veterinari autorizzati in Italia, rispettando il foglietto. L'acido ossalico gocciolato tra le barrette in assenza di covata e i prodotti a base di acido formico o timolo posati sopra il nido si adattano bene alla Warré. Ogni trattamento va annotato nel registro dei medicinali veterinari entro 48 ore.
Quando si aggiunge un elemento sotto la Warré?
In primavera, quando le api hanno costruito fino al terzo inferiore dell'elemento più basso e prima del raccolto principale: al Sud già a marzo, al Nord tra aprile e maggio. L'elemento vuoto si infila sotto la pila, sopra il fondo. Con forti importazioni se ne possono aggiungere due alla volta.
Si può smielare una Warré con lo smielatore?
Solo se usi telaini completi. I favi costruiti su semplici barrette sono fragili e privi di cornice, quindi non reggono la centrifuga: si tagliano e il miele si ottiene per sgocciolatura o con una pressa. In alternativa si vende il favo intero come miele in favo, un prodotto ricercato nei mercati contadini.
L'arnia Warré è adatta a un principiante?
Può esserlo, ma con un limite: osservi meno la covata, quindi impari più lentamente a riconoscere malattie, celle reali e blocchi di covata. Il percorso più sicuro è frequentare un corso della tua associazione, quasi sempre su Dadant-Blatt, e tenere una o due Warré accanto alle arnie standard, confrontando le due conduzioni.
Fonti
- L'Apiculture pour tous, 5a edizione (Tours, 1923), facsimile, Abbé Émile Warré, digitalizzazione biobees.com
- L'Apiculture pour tous, 12a edizione (1948), versione digitale, Abbé Émile Warré
- Warré hive plans (metric), David Heaf, biobees.com
- È legale? L'arnia Warré e la normativa italiana, warre.it, Apicoltura con l'arnia Warré
- Corso di apicoltura naturale con le arnie Warré 2026/2027 (programma e prezzi, ottobre 2026), corsodiapicoltura.it, in collaborazione con AANI Associazione Apistica Naturale Italiana
- Nest site selection by the honey bee, Apis mellifera (Insectes Sociaux 25, 323-337, 1978), T. D. Seeley e R. A. Morse, Springer
- The Effect of Hive Type on Colony Homeostasis and Performance in the Honey Bee (Apis mellifera), Insects 15(10):800, 2024, R. Kutby, B. Baer-Imhoof, S. Robinson, L. Porter, B. Baer, MDPI
- How Honey Bee Colonies Survive in the Wild: Testing the Importance of Small Nests and Frequent Swarming (PLoS ONE 11(3), 2016), J. C. Loftus, M. L. Smith, T. D. Seeley, archivio KOPS Università di Costanza
- Report annuale: monitoraggio produzione e mercato del miele, stagione 2025, Osservatorio Nazionale Miele
- Nota 8542 del 18 marzo 2026: Piano gestione Varroa, sorveglianza Aethina tumida e Tropilaelaps, anno 2026, Ministero della Salute, pubblicata da IZSVe
- Notizie apicoltura n. 1/2026: Lotta alla varroa 2026, Fondazione Edmund Mach, Centro Trasferimento Tecnologico
- Legge 24 dicembre 2004, n. 313: disciplina dell'apicoltura, Gazzetta Ufficiale, testo in FAOLEX
- Decreto legislativo 5 agosto 2022, n. 136: attuazione del regolamento (UE) 2016/429 (GU n. 213 del 12 settembre 2022), Gazzetta Ufficiale
- Legge regionale 27 settembre 1995, n. 65: norme per la tutela e l'incentivazione dell'apicoltura (testo con modifiche), Regione Siciliana, testo pubblicato da Edizioni Europee
- Legge regionale 18 aprile 1995, n. 69: norme per l'esercizio, la tutela e la valorizzazione dell'apicoltura, Regione Toscana, testo in FAOLEX
- Legge regionale Toscana n. 21 del 2009 sull'apicoltura (testo originale; l'art. 16 abroga la L.R. 69/1995), Regione Toscana, testo in FAOLEX
- Ordinanza n. 178 del 29 aprile 2016: norme per la profilassi della varroasi e delle altre malattie delle api in Valle d'Aosta, Regione Autonoma Valle d'Aosta
- Comunicazione della Commissione C/2024/2874: domande e risposte sulle norme UE per l'apicoltura biologica, Commissione europea, Gazzetta ufficiale dell'UE, testo pubblicato da Unionalimentari
- Studio sulla certificazione ed etichettatura dei prodotti biologici: il caso dell'apicoltura (tesi, a.a. 2023-2024), J. Benassi, Università degli Studi di Padova

