

Inseminazione strumentale delle api regine: chi la fa in Italia, protocollo, attrezzatura, corsi, prezzi e norme
Inseminazione strumentale delle api regine in Italia: protocollo BEEBOOK, dosi, CO2, strumenti e prezzi, corsi 2025-2026, regine inseminate, BDN e spedizioni.
L’inseminazione strumentale delle api regine consiste nel raccogliere lo sperma di fuchi scelti e deporlo, al microscopio, negli ovidotti di una regina vergine addormentata con anidride carbonica. È l’unico modo per sapere con certezza chi è il padre della futura famiglia: né la fecondazione libera né la maggior parte delle stazioni di fecondazione lo garantiscono. In Italia la praticano pochi centri di ricerca, una manciata di allevatori e un numero crescente di apicoltori formati nei corsi delle associazioni. Fatta bene, dà regine longeve e produttive quanto quelle fecondate in volo; fatta male, regine che le api sostituiscono in poche settimane.
Questa guida dà per scontati il traslarvo e la gestione dei nuclei, descritti nella pagina sull’allevamento delle api regine, e non ripete i dettagli dei programmi di selezione, che trovi nella pagina sulla genetica dell’ape.
A cosa serve l’inseminazione strumentale in Italia?
Una regina vergine si accoppia in volo con una dozzina di fuchi o più, provenienti anche da apiari lontani chilometri. In un Paese dove ligustica, carnica, Buckfast e ibridi convivono negli stessi territori, e dove il nomadismo sposta ogni primavera migliaia di alveari, il padre è quasi sempre un’incognita. Il gruppo dell’Università di Milano lo riassume così in un lavoro presentato al congresso ASPA del 2021: allevare razze diverse nella stessa zona porta a ibridazione e perdita di diversità, perché la regina si accoppia una sola volta nella vita con 10-15 fuchi di tipo genetico non controllabile.
L’inseminazione serve a:
- selezionare su basi genealogiche, conoscendo madre e padre di ogni regina, per esempio contro la varroa;
- conservare linee di ligustica, di ape siciliana o di carnica di confine (vedi la pagina sulle razze di api);
- ricerca: inseminazioni con un solo fuco, reincroci, linee consanguinee;
- svincolarsi dal meteo: una primavera piovosa che manda a vuoto i voli di fecondazione non blocca il programma.
Non sostituisce le altre forme di fecondazione controllata. Il progetto lombardo BEENOMIX, con l’Università di Milano e l’IBBA-CNR, ha puntato sulle aree di fecondazione isolate: all’Isola di San Pietro, a Ponza, in Val Bodengo e in Val Fraele, dove nel 2023 su 266 regine portate da 28 apicoltori l’82,35% è stato fecondato. Per un allevatore che vende migliaia di regine da produzione, la stazione resta la via più economica; l’inseminazione serve a produrre le madri e i padri da cui partono le stazioni.
Chi insemina le regine in Italia?
Non esiste un censimento degli inseminatori italiani. Quello che si può documentare è una rete piccola, legata alla ricerca pubblica e ad alcune associazioni.
La ricerca pubblica
- CREA Agricoltura e Ambiente, Bologna. Il suo gruppo di apidologia, attivo dal 1931, è l’erede dell’Istituto nazionale di apicoltura e tiene l’Albo nazionale degli allevatori di api italiane, istituito con il D.M. 10 marzo 1997, n. 20984. Nella presentazione del 2015 dell’allora unità CREA-API, Marco Lodesani elencava un laboratorio di inseminazione e un corso su “Selezione e inseminazione strumentale delle api regine”. Allo stesso gruppo si deve uno studio sulla tecnica con regine ligustiche (Galli, Balduzzi e Lodesani, 2004), descritto più avanti.
- CNR. Il 9 giugno 2023 l’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (IPSP-CNR) di Portici ha ospitato una giornata sull’ape italiana, con il CREA-AA tra i referenti, in cui hanno parlato Susan Cobey, autrice degli standard internazionali sull’inseminazione, Cecilia Costa del CREA-AA e Gennaro Di Prisco del CNR, che hanno poi guidato tre ore di pratica di inseminazione. Tra i relatori c’era Salvatore Ziliani per l’AIAAR, l’Associazione italiana allevatori api regine.
- Università di Milano e IBBA-CNR. Nell’apiario di selezione di Cremella (Lecco) dal 2021 le figlie delle quattro regine migliori vengono inseminate ciascuna con un solo fuco della famiglia migliore. È il programma descritto da De Iorio e colleghi su Genes nel 2026.
Non abbiamo trovato invece corsi o servizi di inseminazione in calendario alla Fondazione Edmund Mach, che nei suoi corsi di Vigalzano tratta l’allevamento di regine in generale.
Associazioni e allevatori
La sigla che ricorre in quasi tutti i corsi recenti è AISSA, l’Associazione italiana per la selezione e la salvaguardia di Apis mellifera. I suoi tecnici, come il veterinario Giovanni Guido e Yuvan Craveri di Apicoltura Belvedere, insegnano nei corsi di ARPAT in Toscana e di Apilombardia. Nel 2025 i corsi Conapi-AISSA si sono tenuti in tre aziende: Apicoltura Il Giglio in Puglia, Apicoltura Casaretto in Liguria, Finelli Apicoltura in Emilia-Romagna.
Sul mercato, qualche allevatore vende regine inseminate. Un esempio verificabile è ESA Regine di Formicola, in provincia di Caserta, che nel 2026 offriva una ligustica “F0” inseminata (prezzi più sotto). ARPAT, presentando il proprio corso nel 2023, riconosceva che la tecnica è nota in tutta Italia ma poco usata su larga scala, perché richiede molta pratica e una valutazione continua dei risultati.
Quale attrezzatura serve e quanto costa?
Il BEEBOOK elenca la dotazione di base:
- uno strumento con base, portaregina, uncino ventrale e uncino o pinza dorsale, siringa;
- uno stereomicroscopio a 10-20 ingrandimenti con illuminazione a luce fredda;
- una bombola di CO2 con riduttore e regolatore di flusso;
- gabbiette per regine e per fuchi, una gabbia di volo per i maschi;
- contenitori sterili, pipette, alcol, ipoclorito di sodio e una pentola a pressione o un’autoclave per sterilizzare.
Non abbiamo trovato listini pubblici di rivenditori italiani. Il catalogo in italiano più completo è quello di Apidroches, azienda spagnola di Pozoblanco che vende anche in Italia; il sito non dice se i prezzi includono l’IVA.
| Articolo (Apidroches, ottobre 2026) | Prezzo |
|---|---|
| Kit di inseminazione Schley base | 1.620 € |
| Kit Schley intermedio | 1.745 € |
| Strumento di inseminazione Swienty | 3.805 € |
| Postazione professionale Swienty completa | 6.240 € |
| Siringa Schley modificata con Harbo 2.0 | 384 € |
| Stereomicroscopio zoom Schley 10x/30x | 581 € |
| Stereomicroscopio zoom 7-45x | 959 € |
| Riduttore di pressione CO2 Schley | 129 € |
| Sistema mobile di anestesia a CO2 Schley | 185 € |
| Capillari monouso Schley | 15,70 € |
| Gabbietta per regina da inseminazione | 3,40 € |
Il costo vero, però, non è lo strumento. Sono i nuclei di fecondazione, le famiglie produttrici di fuchi e soprattutto le ore di pratica prima di ottenere risultati costanti. Sull’usato, controllate uncini e compatibilità delle punte con la siringa.
Come si preparano regine e fuchi?
Far coincidere due maturità
Il BEEBOOK indica regine di 5-12 giorni e fuchi di almeno 14 giorni, perché la maturità sessuale dei maschi arriva 12-14 giorni dopo lo sfarfallamento. Un fuco impiega 24 giorni dall’uovo all’insetto adulto: il favo da fuco deve quindi essere deposto almeno 38 giorni prima della data di inseminazione. La regina nasce 11-12 giorni dopo il traslarvo, quindi per inseminarla a 6-8 giorni si traslarva 17-20 giorni prima della seduta.
In Italia il calendario cambia di settimane. Al Sud e nelle isole i fuchi maturi abbondano già a marzo-aprile; in Pianura Padana e al Centro la finestra migliore va da metà aprile a giugno; in montagna da fine maggio a luglio. Non a caso i corsi pratici del 2025 e del 2026 si sono tenuti tra maggio e giugno.
I fuchi
Le raccomandazioni del BEEBOOK:
- famiglie padri forti e ben nutrite, con favi da fuco inseriti per tempo;
- fuchi fatti nascere sopra un escludiregina o catturati, e marcati alla nascita per conoscerne l’età;
- al banco 100-150 fuchi per volta, quanti se ne lavorano in mezz’ora o poco più;
- sempre più fuchi del necessario: una parte non estroflette o dà troppo poco sperma.
Tenete sotto controllo la varroa nelle famiglie padri: maschi parassitati o cresciuti in famiglie stressate danno sperma scadente.
Le regine vergini
Le regine nascono in nuclei ben popolati, con l’escludiregina sulla porticina per impedire i voli di fecondazione. Limitate il tempo in gabbia: secondo i lavori raccolti da Cobey (2007), le operaie danneggiano zampe e tarsi delle regine tenute a lungo in gabbiette, e le regine con tarsi o zampe ferite tendono a cadere dal favo quando si apre il nucleo. Woyke ha visto le ferite scendere dal 54% a zero riducendo la gabbia da 10 a 4 giorni.
Protocollo di inseminazione passo per passo
Le indicazioni seguono il BEEBOOK (Cobey, Tarpy e Woyke, 2013). Si lavora in un locale pulito, a temperatura stabile.
Prima della seduta
- Sterilizzate punte, uncini e siringa e preparate una soluzione fisiologica sterile per riempire la siringa.
- Programmate due narcosi: il BEEBOOK prevede una prima esposizione al CO2 di 1-4 minuti e una seconda uno o due giorni dopo; una delle due coincide con l’inseminazione.
Raccolta dello sperma
- Riempite la siringa di soluzione e aspirate una piccola bolla d’aria, che separa la soluzione dallo sperma.
- Fate estroflettere il fuco premendo prima su testa e torace, poi sull’addome. Lo sperma appare come uno strato color crema sopra un muco bianco.
- Aspirate solo lo sperma, senza muco, che coagula e chiude la punta. Contate circa 1 microlitro per fuco.
- Tenete umida la punta tra un fuco e l’altro: all’aria lo sperma secca e gli spermatozoi muoiono.
Inseminazione
- Addormentate la regina con un flusso di CO2 lento e continuo e inseritela nel tubo portaregina, addome libero.
- Aprite la camera del pungiglione con l’uncino ventrale e quello dorsale, fino a vedere l’apertura vaginale.
- Introducete la punta e superate la piega valvolare, la valvola che chiude il passaggio verso gli ovidotti: se lo sperma rifluisce attorno alla punta, siete davanti alla valvola. Ritirate e ripetete.
- Dose: 8-12 microlitri in un’unica iniezione, oppure due dosi da 6 microlitri a 48 ore di distanza.
- Marcate la regina e annotate linea materna, famiglie padri e dose.
Dopo l’inseminazione
- Risveglio al caldo e ritorno rapido nel nucleo.
- Escludiregina sulla porticina finché non compaiono le uova. Non è un dettaglio: nei lavori di Woyke citati da Cobey (2007), il 69% delle regine inseminate a 6 giorni e libere di uscire si accoppiava comunque in volo.
- Lasciate la regina libera nel nucleo: nei giorni successivi gli spermatozoi migrano dagli ovidotti alla spermateca, e la gabbia riduce drasticamente quanti ne arrivano.
Dal nucleo alla famiglia
Una regina inseminata da usare come madre si lascia deporre qualche settimana nel nucleo, per controllare la covata: covata compatta e opercoli regolari dicono che la spermateca è ben riempita, covata a mosaico o celle da fuco in favi da operaia segnalano un problema. Solo allora la si introduce nella famiglia definitiva, con la gabbietta a candito appesa tra due favi di covata dopo aver tolto la vecchia regina, controllando la deposizione dopo circa una settimana senza aprire prima. È il momento più rischioso: perdere in un’introduzione sbagliata una regina costata centinaia di euro e mesi di lavoro è l’errore più caro di tutto il percorso. Per questo molti selezionatori preferiscono tenere le madri in nuclei forti o in famiglie da cui traslarvare, senza spostarle più del necessario.
Il ruolo dell’anidride carbonica
Il CO2 non è solo un anestetico. Otto Mackensen dimostrò nel 1947 che stimola l’ovodeposizione: senza seconda narcosi, l’inizio della deposizione delle regine inseminate slittava di 40-60 giorni (Cobey, 2007). Con la doppia esposizione le regine depongono di solito entro pochi giorni.
Il contributo italiano: lo sperma diluito
Il gruppo del CREA di Bologna ha confrontato su regine ligustiche la tecnica classica con quella dello sperma diluito: regine inseminate due volte con una miscela 1:1 di soluzione di Hyes e sperma conservavano nella spermateca circa lo stesso numero di spermatozoi di quelle inseminate una sola volta con il metodo classico. Sostituzione, deposizione e altri caratteri funzionali risultavano simili (Galli, Balduzzi e Lodesani, 2004). Lo stesso studio ha osservato che la quota di spermatozoi non vitali nella spermateca tende a salire tra il dodicesimo e il ventiquattresimo mese, e che le regine inseminate con sperma non vitale non ne immagazzinano affatto: è la motilità degli spermatozoi a portarli a destinazione.
Conservare lo sperma
Il BEEBOOK descrive la conservazione a breve termine dello sperma in capillari chiusi, al buio e a temperatura ambiente, e la crioconservazione in azoto liquido. Quest’ultima permette di ottenere generazioni successive di regine, ma lo sperma scongelato ha una fertilità ridotta: serve a conservare linee e razze, non a produrre regine da reddito.
Un fuco solo o tanti fuchi?
È la scelta che distingue la selezione dalla produzione. Con lo sperma di un solo fuco si conosce il padre esatto e si ottengono famiglie di sorelle molto omogenee, utili per provare un padre o fissare un carattere come la resistenza alla varroa. Il prezzo è doppio: la spermateca resta poco riempita e la diversità genetica si consuma in fretta.
L’esperienza di Cremella lo mostra con numeri italiani. Dopo quattro anni di inseminazione con un solo fuco, De Iorio e colleghi hanno trovato nella popolazione solo sette alleli del gene csd, che determina il sesso, e un’eterozigosità attesa di 0,79, sotto i valori di altre popolazioni in selezione. Meno alleli significa più rischio di covata a mosaico per i maschi diploidi. Gli autori consigliano di mantenere più linee materne e di genotipizzare la covata prima di scegliere gli accoppiamenti. Per regine destinate alla produzione si insemina invece con lo sperma mescolato di più fuchi. Il meccanismo dei maschi diploidi è spiegato nella pagina di genetica già citata.
Regina inseminata o fecondata in volo: che cosa dicono gli studi?
La fama di “regina inseminata fragile” è dura a morire, ma non regge alla letteratura. La rassegna di Susan Cobey (2007), che raccoglie i confronti pubblicati dal 1946, conclude che, a parità di gestione, regine inseminate e fecondate naturalmente si equivalgono per sopravvivenza e produzione, con diversi studi a favore dell’inseminazione.
| Studio (citato da Cobey, 2007) | Regine inseminate / naturali | Risultato |
|---|---|---|
| Roberts, 1946 (USA) | 65 / 43 | miele 95,3 contro 52,6 kg |
| Woyke e Ruttner, 1976 | 15 / 72 | miele 54 contro 39 kg |
| Harbo e Szabo, 1984 | 59 / 59 | miele 42,3 contro 75 kg |
| Konopacka, 1987 (Polonia) | 276 / 285 | sopravvivenza al 2° anno 54% contro 87% |
| Cermák, 2004 (Cechia) | 612 / 137 | miele 21,3 contro 19,4 kg; longevità 23,4 contro 21,5 mesi |
Lo studio più sfavorevole, quello di Harbo e Szabo, è anche il più istruttivo: le regine erano state inseminate a 2-3 settimane di età, con due piccole dosi da 2,7 microlitri, e tenute in banca 2-3 settimane. Cobey ne conclude che conta più la gestione della regina che l’atto dell’inseminazione.
La soglia dei 4 milioni
Le regine fecondate naturalmente conservano in media circa 5,7 milioni di spermatozoi. Sotto i 4 milioni circa le api tendono a sostituire la regina prematuramente (Cobey, 2007). Woyke ha misurato 1,8 milioni nelle regine inseminate e poi tenute in gabbia, contro 5,2 milioni in quelle lasciate libere: ecco perché l’ingabbiamento dopo l’inseminazione è il primo errore da evitare.
Quanto riescono le inseminazioni
Le serie storiche raccolte da Cobey danno il 92,5% di regine in deposizione nelle serie di Mackensen degli anni Sessanta e il 90% su 3.440 regine nel lavoro di Moritz e Kühnert. Sono cifre di stazioni rodate e di operatori esperti; i principianti partono molto più in basso. Non abbiamo trovato statistiche pubblicate sulla riuscita delle inseminazioni in Italia.
Un dato italiano aiuta però a capire che anche le regine fecondate in volo non sono garanzia di qualità. Porporato e colleghi dell’Università di Torino (2015) hanno dissezionato 208 regine ligustiche, 99 appena fecondate comprate da 20 allevatori italiani e 109 vecchie o poco produttive: anomalie di ovari e spermateca, talvolta con Nosema o protozoi, comparivano in entrambi i gruppi, più spesso nelle regine vecchie.
Perché un’inseminazione fallisce?
- I fuchi: età, nutrizione, varroa e caldo eccessivo peggiorano lo sperma. Lo sperma di maschi di oltre quattro settimane resta più spesso bloccato negli ovidotti (Cobey, 2007).
- L’età della regina: fuori dalla finestra di 5-12 giorni aumentano mortalità e problemi di deposizione.
- L’operatore: punta davanti alla piega valvolare, riflusso, dose insufficiente, ferite.
- La gabbia: ingabbiamenti lunghi riducono gli spermatozoi in spermateca e aumentano le ferite.
- Il nucleo: nuclei piccoli, deboli o senza covata accettano e accudiscono peggio la regina appena inseminata.
Le aziende che producono regine inseminate eliminano in genere quelle che non depongono entro tre settimane (Cobey, 2007).
Quanto costa una regina inseminata in Italia?
Non esiste un listino ufficiale e i prezzi pubblici sono pochi.
| Regina | Prezzo | Fonte |
|---|---|---|
| Ligustica feconda da produzione | 18-20 € più IVA | rilevazione Apicoltore Moderno, aprile 2026 |
| Ligustica F0 inseminata, svernata | 250 € IVA inclusa | ESA Regine, Formicola (CE), 2026 |
| Regina inseminata strumentalmente | 300-400 € | slide senza autore sul sito Apicoltori FVG, 2015 |
ESA Regine dichiara regine inseminate con sperma di fuchi di più linee selezionate, marcate con il colore dell’anno, spedite da maggio a settembre in gabbiette con api accompagnatrici e, su richiesta, con il certificato di conformità della madre rilasciato dai laboratori del CREA. A ottobre 2026 il prodotto risultava esaurito, con prenotazioni aperte per maggio-luglio 2027.
Una regina inseminata non è una regina da produzione più cara: è una madre da riproduzione, da cui si allevano le figlie. Comprarla ha senso se poi la si usa per traslarvare e si curano i fuchi dell’apiario o si porta il materiale in un’area di fecondazione.
Che cosa dice la legge italiana?
Nessuna abilitazione specifica, ma le regole generali valgono
Non abbiamo trovato una norma nazionale che richieda un’abilitazione per inseminare regine di api, a differenza di quanto avviene per l’inseminazione dei bovini o degli equini. Questo non significa assenza di regole:
- Banca dati nazionale. Ogni apiario, compresi i nuclei di inseminazione, va registrato in BDN prima di introdurre le api, e nella registrazione si indica l’eventuale produzione di regine. Il censimento si fa tra il 1° novembre e il 31 dicembre. I dettagli sono nella guida all’anagrafe apistica.
- Documento di accompagnamento. Per ogni spedizione di regine vendute o cedute il mittente emette un DDA in BDN. Dal 18 marzo 2025 non vanno più registrate le movimentazioni di celle reali, ma la regola non cambia per le regine nate, inseminate comprese.
- Legge 313/2004. Riconosce le api e le api regine come prodotti agricoli e tutela la ligustica e le popolazioni autoctone; l’iscrizione all’Albo nazionale tenuto dal CREA resta volontaria.
- Leggi regionali. In Emilia-Romagna (l.r. 2/2019) e nel Lazio (l.r. 17/2022) sono vietate la selezione e la moltiplicazione di regine di sottospecie diverse dalla ligustica e l’introduzione di api di altre sottospecie. Nessuna delle due leggi nomina l’inseminazione, ma secondo la nostra lettura produrre regine con sperma di carnica o Buckfast, o tenere famiglie padri di quelle razze, ricade in questi divieti. Nelle Marche (l.r. 33/2012, art. 8 ter) è vietato selezionare e riprodurre regine di altre sottospecie a fini commerciali. In caso di dubbio, chiedete alla Regione prima di partire.
Antibiotici nei diluenti e anidride carbonica
Alcune soluzioni per lo sperma descritte nel BEEBOOK contengono antibiotici, per esempio diidrostreptomicina. In Italia nessun antibiotico è autorizzato per le api, perché il regolamento (UE) 37/2010 non fissa limiti massimi di residui per il miele, come spiegato nella pagina sulle malattie delle api; il regolamento (UE) 2019/6, applicato in Italia dal decreto legislativo 218/2023, limita in modo stretto l’uso di antimicrobici negli animali produttori di alimenti. Nessun testo che abbiamo trovato parla espressamente dei diluenti per sperma di fuco: applicare queste regole all’antibiotico nella soluzione è una nostra lettura, non una posizione ufficiale. Il consiglio pratico è lavorare con soluzioni senza antibiotico e un’igiene impeccabile, e chiedere al veterinario prima di usarne una che ne contiene.
Per l’anidride carbonica, che non è registrata come medicinale veterinario, non abbiamo trovato regole specifiche oltre alle normali precauzioni d’uso delle bombole.
Spedire regine inseminate
- In Italia: DDA in BDN per ogni spedizione, con le regole descritte nella guida all’anagrafe.
- Nell’Unione europea: per le sole regine vale la deroga dell’articolo 49 del regolamento delegato (UE) 2020/688, con certificato QUE-INTRA: esame dell’apiario entro 24 ore dalla spedizione, al massimo 20 api accompagnatrici per gabbietta, imballaggio con rete di maglia non superiore a 2 mm. Per le altre spedizioni di api serve il certificato HBEE-INTRA.
- Calabria e Sicilia: fino al 31 dicembre 2026 la decisione di esecuzione (UE) 2023/110, modificata dalla decisione 2024/3119, vieta di spedire api da queste regioni verso altre zone dell’Unione per Aethina tumida, e la deroga per le regine non si applica agli apiari nelle zone soggette a misure di protezione.
Dove imparare l’inseminazione strumentale?
Un corso di due giorni insegna i gesti; la sicurezza arriva dopo alcune stagioni di pratica. Le opportunità documentate negli ultimi anni:
| Corso | Date | Luogo | Docente | Costo |
|---|---|---|---|---|
| Apilombardia e AISSA | 6 maggio 2026 (teoria online), 8-9 maggio 2026 (pratica) | Cascina Casala, Pancarana (PV) | Yuvan Craveri | su richiesta, corso non finanziato dal bando OCM |
| Conapi e AISSA, primo livello, 16 ore | 5-6, 17-18 e 24-25 giugno 2025 (anno desunto dal programma) | Puglia, Liguria, Emilia-Romagna | tecnici AISSA | gratuito per i soci AISSA, 10 posti per sessione |
| Apicoltori Rimini e Montefeltro | 14-15 giugno 2025 (l’intestazione della pagina riporta ancora il 2022) | Azienda Miele Dettori | Agata Cerlinska | 200 € |
| ARPAT Toscana | 16-17 giugno 2023 | sede ARPAT | Giovanni Guido (AISSA) | non indicato |
| IPSP-CNR, con il CREA-AA | 9 giugno 2023 | Portici (NA) | Susan Cobey, Cecilia Costa, Gennaro Di Prisco | iscrizione obbligatoria |
Il programma Conapi-AISSA dà un’idea del livello: il primo giorno anatomia e fisiologia, allevamento e mantenimento dei fuchi, gestione della regina dalla nascita all’accettazione, strumenti e anestesia; il secondo soluzioni sterili, raccolta dello sperma, inseminazione e risoluzione dei problemi. Si porta di solito il proprio materiale, regine vergini e fuchi maturi, e il calendario si incastra con la stagione di allevamento. Prima di un corso, sappiate già allevare regine e gestire i nuclei: senza buone vergini e buoni fuchi, la tecnica non basta.
Domande frequenti
A che età si insemina una regina vergine?
Il BEEBOOK, il manuale di metodi standard di Cobey, Tarpy e Woyke (2013), indica regine tra 5 e 12 giorni di vita. Fino alla comparsa delle uova la regina resta nel nucleo con l'escludiregina sulla porticina: secondo i lavori di Woyke riassunti da Cobey, il 69% delle regine inseminate a sei giorni e libere di uscire si accoppiava in volo.
Quanti fuchi servono per inseminare una regina?
La dose standard è di 8-12 microlitri di sperma, e un fuco maturo ne dà circa uno: servono quindi una decina di maschi buoni per regina, più una scorta perché parecchi non estroflettono o danno poco sperma. Il BEEBOOK consiglia di portare al banco 100-150 fuchi alla volta, marcati alla nascita e con almeno 14 giorni di età.
Una regina inseminata dura meno di una fecondata in volo?
Non necessariamente. La rassegna di Susan Cobey su Apidologie (2007) raccoglie studi in cui sopravvivenza e produzione sono equivalenti o migliori con l'inseminazione e un solo studio nettamente sfavorevole, con regine inseminate tardi, a piccole dosi e tenute a lungo in gabbia. Le regine che durano poco sono quasi sempre il risultato di errori di gestione, non della tecnica.
Quanto costa una regina inseminata in Italia?
Non esiste un listino ufficiale. Nel 2026 un allevatore campano proponeva una regina ligustica F0 inseminata, svernata, a 250 euro IVA inclusa; slide pubblicate nel 2015 sul sito degli apicoltori del Friuli Venezia Giulia indicavano 300-400 euro. Una regina ligustica feconda da produzione costava invece 18-20 euro più IVA ad aprile 2026.
Dove si impara l'inseminazione strumentale in Italia?
Soprattutto nei corsi delle associazioni con tecnici dell'AISSA. Nel maggio 2026 Apilombardia ha organizzato una sera di teoria online e due giornate di pratica a Pancarana, in provincia di Pavia. Nel 2025 Conapi e AISSA hanno proposto corsi di primo livello di 16 ore, gratuiti per i soci AISSA, con dieci posti per sessione in Puglia, Liguria ed Emilia-Romagna.
Quanto costa l'attrezzatura per inseminare le regine?
A ottobre 2026 il catalogo in italiano di Apidroches, rivenditore spagnolo, indicava 1.620 euro per il kit Schley base, 1.745 per quello intermedio, 3.805 per lo strumento Swienty e 6.240 per la postazione Swienty completa, senza dire se l'IVA è compresa. Si aggiungono stereomicroscopio, riduttore per il CO2, capillari, gabbiette e i fuchi.
Serve un'autorizzazione per inseminare le regine in Italia?
Non abbiamo trovato una norma nazionale che chieda un'abilitazione specifica, come avviene per l'inseminazione dei bovini. Valgono però le regole generali: apiari registrati in Banca dati nazionale, documento di accompagnamento per ogni regina venduta, leggi regionali sulle sottospecie e divieto di usare sulle api medicinali non autorizzati. Prima di iniziare, sentite il servizio veterinario della vostra ASL.
Si può spedire una regina inseminata all'estero?
Sì, dentro l'Unione europea, con il certificato sanitario QUE-INTRA previsto per le sole regine dall'articolo 49 del regolamento delegato (UE) 2020/688: esame dell'apiario entro 24 ore dalla partenza, al massimo 20 api accompagnatrici. In Italia serve anche il documento di accompagnamento in BDN. Da Calabria e Sicilia le spedizioni restano bloccate fino al 31 dicembre 2026.
Fonti
- Standard methods for instrumental insemination of Apis mellifera queens (Journal of Apicultural Research, 52(4), 2013, The COLOSS BEEBOOK), Susan W. Cobey, David R. Tarpy, Jerzy Woyke, IBRA
- Comparison studies of instrumentally inseminated and naturally mated honey bee queens and factors affecting their performance (Apidologie, 38, 390-410, 2007), Susan W. Cobey, Apidologie
- Functional characterisation of semen in honeybee queen (A. m. ligustica S.) spermatheca and efficiency of the diluted semen technique in instrumental insemination (Italian Journal of Animal Science, 3(4), 385-392, 2004), A. Galli, D. Balduzzi, M. Lodesani, via DOAJ
- Variability and Number of Circulating csd Alleles in a Honey Bee Breeding Population After Four Years of Single-Drone Insemination (Genes, 17, 86, 2026), M. G. De Iorio, B. Lazzari, M. C. S. Cozzi, M. Polli, G. Minozzi, Università di Milano, via PubMed Central
- A Genomic Approach for the Creation of Isolated Mating Areas for the Conservation of Italian Ligustica and Carnica Honeybees (EAAP 2024), G. Minozzi, M. G. De Iorio (Università di Milano), G. Pagnacco (IBBA-CNR)
- A conservation strategy for Italian honey bees (ASPA 24th Congress, Italian Journal of Animal Science, 2021), M. G. De Iorio, G. Minozzi, G. Gandini, S. Biffani, A. Stella, G. Pagnacco, AIR Università di Milano
- BEENOMIX 2.0: Genomica e Sostenibilità in Apicoltura (Gruppo Operativo PEI-AGRI, Lombardia), Rete PAC dell'Unione europea
- Presentazione del CREA-API: unità di ricerca di apicoltura e bachicoltura (2015), Marco Lodesani, CREA, pubblicata dagli Apicoltori FVG
- L'Ape Italiana al centro dell'Apicoltura moderna: workshop e pratica di inseminazione strumentale (Portici, 9 giugno 2023), IPSP-CNR, Portici (programma della giornata)
- Corso di inseminazione strumentale delle api regine, 6, 8 e 9 maggio 2026, Apilombardia e AISSA
- Corso di allevamento, selezione e inseminazione strumentale delle api regine, AISSA e Conapi
- Corso di inseminazione strumentale delle api regine (14 e 15 giugno 2025), Apicoltori Rimini e Montefeltro
- Inseminazione strumentale: perché il corso era necessario (7 luglio 2023), ARPAT, Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani
- Survey of the Health Status of Some Honey Bee Queens in Italy (2015), M. Porporato, G. Grillone, A. Patetta, A. Manino, D. Laurino, IRIS Università di Torino
- Incubatori e attrezzature per l'inseminazione (listino, consultato a ottobre 2026), Apidroches, Pozoblanco (Spagna)
- Ligustica IS: regina inseminata svernante (scheda prodotto, consultata a ottobre 2026), ESA Regine, D & G agricola, Formicola (CE)
- Rilevazione mensile dei prezzi, aprile 2026 (sciami e regine di razza ligustica), Apicoltore Moderno
- Slide senza autore su selezione genetica, fecondazione controllata e stazioni di fecondazione (Poggetti.pdf, caricate nel 2015), Apicoltori FVG, apicoltorifvg.it
- Regolamento delegato (UE) 2020/688 sui movimenti di animali terrestri all'interno dell'Unione (articolo 49, deroga per le api regine), EUR-Lex, Unione europea
- Decisione di esecuzione (UE) 2024/3119 che modifica la decisione 2023/110 sulle misure di emergenza contro Aethina tumida, Unione europea, testo pubblicato dall'IZSVe

